Opinioni Lettere al Direttore

Covid, sono schifato da tanti coetanei che se ne fregano delle regole

Covid, sono schifato da tanti coetanei che se ne fregano delle regole

Si diceva, durante il famigerato lockdown che ne saremmo usciti migliori. No, non ne siamo usciti migliori. E di questo sono dispiaciuto


2 minuti di lettura

Gentile direttore,

solitamente per diventare popolari bisogna lavorare sodo, avere un'idea geniale o essere un cervellone. Nel 2020 è diverso. Il trucco è molto più semplice. Basta aver preso il Coronavirus in modo irresponsabile, mostrare la positività, far vedere quanti amici si sono contagiati, documentare tutto sul social network Tik-Tok e sbeffeggiare gli operatori sanitari che l'hanno combattuto e le persone che, inconsapevolmente, lo hanno contratto e sono in parte decedute. I like saranno garantiti. Sembra la trama di un film di psicanalisi, nel quale si va a ricercare la soluzione ad un problema caratteriale abbastanza grave. E invece no, è la pura realtà.

È la “challenge” che si sta diffondendo in queste settimane sul social network cinese. Alcuni giovani e non solo pubblicano cortometraggi guarniti da una canzone hit, per ottenere ovviamente più visibilità, nei quali mostrani foto di serate a feste private e a discoteche pavoneggiando, anche se ci sarebbe da vergognarsene, misure di prevenzione e sicurezza non rispettate, baci e abbracci a destra e a manca e sbronze degne dell'Anthony Hopkins adolescente. Il tutto accompagnato, ovviamente, da una positività che non deriva dalla felicità per una bella serata, ma dal virus SARS-Cov 2.

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Virus che poi devono sconfiggere loro, gli amici e i parenti, con i quali quasi sempre sono entrati in contatto. Insomma, un delirio.

Probabilmente non sembra, ma sono un giovane anche io. Quando leggo sui titoli dei giornali “colpa dei giovani” o “il virus in vita a causa degli adolescenti” non mi sento attaccato. Mi sento piuttosto schifato da alcuni coetanei che sbeffeggiano e dimenticano ciò che abbiamo vissuto, gli oltre 35.000 connazionali deceduti, la fatica che gli operatori sanitari hanno fatto per fronteggiare e combattere questo dannato virus. Sono anche amareggiato perchè non capiscono che se teniamo ancora in vita il virus per molto e ce ne freghiamo delle disposizioni, il sistema sanitario (anche se mi auguro di no) potrebbe andare ancora sotto pressione. E ciò si tradurrebbe probabilmente in un ulteriore confinamento, che a sua volta porterebbe al fallimento tante aziende. E a pagarne le spese saranno sicuramente anche i loro genitori, oltre che le persone più deboli.

Ormai siamo alla fine di questa strana estate, unica nel suo genere. Inutile ormai fare appelli, sperare nella oculatezza e aggrapparsi ad un filo. Si diceva, durante il famigerato “Lockdown” che ne saremmo usciti migliori. No, non ne siamo usciti migliori. E di questo sono dispiaciuto.

Parecchio.

B.

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