Opinioni Lettere al Direttore

'Giusto vaccinare i bambini per evitare un altro anno di Dad'

'Giusto vaccinare i bambini per evitare un altro anno di Dad'

Ma i bambini e i genitori di oggi accetteranno una vaccinazione senza la presenza di questi ultimi come succedeva ai miei tempiù


3 minuti di lettura

Come rilevato dall’ultimo bollettino ISS dalla prima metà di aprile, si nota una risalita dei casi di
Covid-19 nella fascia di età 3-5 e 6-10 anni dovuta probabilmente alle riaperture delle scuole.
Acclarato che purtroppo i bambini non sono immuni dal Covid-19 e hanno un ruolo nella diffusione
della infezione, molte mamme si chiedono e mi chiedono se sia corretto o no vaccinare i loro figli e
se ci sono i vaccini specifici per i bambini. Argomento del quale in questi giorni si discute molto
sui vari organi di informazione.
Dal punto di vista professionale per i Pediatri il termine bambini sottende un insieme di soggetti
differenziati in varie fasce di età. L’età pediatrica dal punto di vista assistenziale non è unica. Noi
pediatri di libera scelta assistiamo bambini fino ai 14 anni con proroga ai 16 in casi specifici, in
altri ambiti l’età pediatrica si protrae fino ai 18 anni
Il Covid ci ha abituato a conoscenze in itinere che necessitano di una forma mentis adeguata per
essere comprese e spesso, anche chi è del mestiere, fatica ad avere una visione corretta dello stato
dell’arte.
Molto sinteticamente sono stati prodotti diversi tipi di vaccino: a Rna (Pfizer e Moderna), a vettore
virale (AstraZeneca, Johnson e Johnson, Sputnick...) e vaccini a virus inattivati (Sinovac e
Covaxin)...
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Ma, allo stato, non sono stati prodotti vaccini specifici per l’età pediatrica.
I vaccini che sono utilizzati per gli adulti sono gli stessi che si utilizzano nei bambini, con limiti di
età diversi per vaccino e per paese.
In Italia (fonte ISTAT) sono stati vaccinati 11.861 (0,5%) soggetti di eta compresa tra i 16-19
anni ed è stata somministrata la prima dose a 34.645 (1,5%) soggetti della stessa età.
A dicembre Anthony Fauci parlava della necessità di vaccinare i bambini e negli Usa partivano
numerosi protocolli per l’utilizzo di vari vaccini per bambini fino ai sei mesi di età.
In Inghilterra il vaccino Astra-Zeneca è stato utilizzato in diversi protocolli relativi a fasce di età
inferiori ai 16 anni. Anche in Italia era partita la sperimentazione per il J-J e per il vaccino tutto
italiano, il Reithera ,nei più piccoli. Molti di questi studi sono stati interrotti e attualmente
in Italia risultano approvati dall’AIFA i vaccini Pfizer e Moderna dai 16 anni in poi, Astrazeneca
e J -J dai 18 anni.
Alcuni giorni fa in Canada è stata autorizzata la somministrazione del vaccino Pfizer nella fascia di
età 12-16 anni.
Da indiscrezioni sembra che la FDA in America stia per autorizzare a giorni lo
stesso vaccino per la stessa fascia di età 12-16 e sembra sia in dirittura di arrivo la approvazione da
parte dell’EMA in Europa per lo stesso nella medesima fascia di età.
In questa corsa all’autorizzazione in fascia di età 12-16 anni, la stessa sembra in arrivo anche per
Moderna sia da parte della FDA che dell’EMA.
Dopo i 12-16 anni il limite di età si tenderà ad abbassare, esistono già numerosi protocolli che
prevedono il reclutamento nelle varie fasi della sperimentazione (1,2,3) di bambini di età sempre
minore fino ai sei mesi. Vaccineremo i soggetti sotto i 16 anni anche qui da noi?
Da quanto riportato dagli organi di informazione il generale Figliuolo sembra intenzionato a farlo e
ad utilizzare le scuole come sede, analogamente a quanto succedeva in passato.
Premesso che sono favorevole alla vaccinazione, come tutti quelli della mia età sono stata vaccinata
a scuola, mi chiedo: i bambini e i genitori di oggi accetteranno una vaccinazione senza la presenza
di questi ultimi come succedeva ai miei tempi? Se non la accetteranno, come sarà possibile evitare
il rischio di assembramenti di non vaccinati, come probabilmente sarà la maggior parte dei genitori
a settembre?
Sono tanti i problemi logistici da risolvere ma sono certa che ce la faremo perché se vogliamo
evitare ai ragazzi un altro anno in Dad, questa è la strada
giusta.
Dr.ssa Elisabetta Scalera Pediatra
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