Caro direttore, va be' che siamo alla fine della 'società liquida', ma la tua idea è più un gioco letterario per illustrare la vignetta che uno dei tuoi colpi di intelligenza.
In breve: un governo non è nè tecnico nè politico. Indicato dal presidente della Repubblica, si deve rapportare col Parlamento per programmi e ministri.
Le azioni che proporrà dovranno passare il vaglio delle commissioni parlamentari.
Non scherziamo: il popolo ha eletto questi parlamentari e ad essi spetta il compito prescritto dalla Costituzione. Senza vincolo di mandato, cioè assistiti dalla loro coscienza.
Un conto è il giudizio che diamo di loro, un altro è il potere che hanno di giudicare il governo: questa è democrazia, con buona pace del tuo vignettista che vuole le elezioni.
Infine, il giudizio su Draghi è come il pregiudizio settario contro Renzi. Sul piano delle capacità e delle conoscenze internazionali non si discute, ma nemmeno sul fatto che ha salvato l'Europa da allievo di Ciampi.
Per Renzi altro discorso, ma è innegabile che fra i nani e i senza midollo ha dimostrato di conoscere la politica e di avere il coraggio adeguato. A ognuno libertà di giudizio e di maldicenze.
Su Draghi vediamo se riuscirà. Io spero di si.
Come spero che serva a far emergere qualche leader degno di nota per avere una prospettiva di un innalzamento della classe politica del futuro parlamento riformato dal referendum.
Con rispetto e simpatia,
Paolo Cristoni



