Caro Direttore, vediamo di fare ragionare tutti i protagonisti sul tema del Convento della Madonna del Murazzo. Esiste a Modena un area, ora dismessa e abbandonata,a Saliceta San Giuliano, attrezzata nel 1996 per accoglere i cittadini albanesi temporaneamente residenti in Italia. Questa vasta area si presterebbe benissimo alla realizzazione di un centro di accoglienza moderno di tipo prefabbricato. L’area, qualora disponibile,presenta il vantaggio di non avere preesistenze tali da operare vincoli architettonici e archeologici (sepolture) come nel caso del Convento. Le antiche strutture comportano un completo rifacimento e messa a norma del sistema impiantistico e adattamento delle necessarie misure di sicurezza, per non parlare del sistema fognario etc.etc. Un intervento sull’esistente sarebbe certamente più costoso ed antieconomico , visto che si potrebbe disporre di un area maggiormente sorvegliata e strategicamente collocata. Si parla di un complesso funzionale a basso impatto urbanistico con possibilità di aree verdi alberate.Una sorta di mini città in cui gli ospiti siano inclusi in un processo di gestione e conoscenza delle regole e delle consuetudini della comunità che li ospita. La mano pubblica potrebbe poi gestire la parte del Convento ora in uso a Porta Aperta per ospitare studenti non in grado di affrontare le spese di permanenza nella nostra città.
Daniele Giovanardi
'Il luogo adatto per un nuovo centro migranti è a Saliceta, non al Murazzo'
Daniele Giovanardi (DSP), lancia come alternativa all'acquisizione, da parte di Porta Aperta, anche del convento di strada San Cataldo, l'area già utilizzata nel 1996 per accogliere i profughi dall'Albania: 'Il convento del Murazzo si potrebbe utilizzare per accogliere studenti in difficoltà economica'
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