Opinioni Lettere al Direttore

Caro carburante? E' l'effetto diretto della guerra iniziata da Usa e Israele contro l'Iran

Caro carburante? E' l'effetto diretto della guerra iniziata da Usa e Israele contro l'Iran

La sudditanza agli interessi americani e il silenzio complice della Ue e di quasi tutti i governi europei stanno costando troppo a tutti


3 minuti di lettura

Egregio direttore,

 

L’articolo di oggi sull’aumento del gasolio nella nostra provincia suggerisce una riflessione più ampia sugli effetti diretti e concreti della guerra iniziata il 28 febbraio 2026 da Usa ed Israele contro l’Iran.

In questo approfondimento, vogliamo prescindere dalla illegittimità dal punto di vista del Diritto Internazionale di questa ennesima aggressione, compiuta dagli americani ma ci limitiamo a commentarne gli effetti, citando solamente qualche numero,

Incrociando, a tal proposito, i dati ISTAT, si ricava che dal 28 02 2026, il caro carburanti generato dagli aumenti delle quotazioni del petrolio ha pesato per circa 1,5 miliardi sulle tasche degli italiani, mentre l’aumento di altri beni e servizi non energetici ma legati al fattore precedente rappresenta circa 2,5 miliardi, un salasso di 4 miliardi come stima prudenziale che NON considera il maggior costo delle utenze gas ed elettricità, il cui effetto viene spalmato sull’intero 2026 (Nomisma lo stima a +515€ per famiglia).

Ergo, ogni famiglia italiana paga in media 300 euro di costi in più, senza le bollette di cui abbiamo appena riportato una stima degli aggravi

 

L’effetto del blocco di Hormuz e del mancato rispetto del memoriale di Islambad da parte degli Usa rischia di rappresentare un salasso ancora peggiore, dato che una parte dell’aumento

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dei prezzi è stato neutralizzato da un massiccio uso delle riserve strategiche di petrolio, da parte dei principali acquirenti, Cina in primis, uso che non potrà più protarsi, per evidenti limiti minimi delle scorte che si stanno raggiungendo.

Vale la pena anche di guardare al costo del gas metano che per l’industria ceramica è un fattore fondamentale: la quotazione attuale è di circa 0,68€/mx, nel gennaio 2026 0,40€, quindi l’aumento è di circa il 40%. Va tenuto conto che, per una ceramica, l’incidenza del fattore gas sul costo di produzione totale si situa tra 25 e 30% del totale.

 

Nel gennaio 2021, le aziende pagavano circa 0,21€/mc, poi sono iniziate le turbolenze legate alla decisione di quotare il gas alla Borsa di Amsterdam, il forte aumento della domanda dall’Asia e il resto l’hanno fatto le ben note decisioni sulla chiusura dei rubinetti verso la Russia, storico partner europeo.

A nostro avviso, si discute troppo poco di questi argomenti e non si tirano mai in ballo le cause, in teoria l’Italia è ancora un paese sovrano e l’Ue è semplicemente scomparsa dalla scena internazionale, fatta eccezione per certi siparietti di Donald Trump che si lamentava del mancato appoggio degli “alleati”, talmente mancato che la

base di Sigonella è stata messa a disposizione per i rifornimenti di aerei impegnati nei teatri di guerra e il governo italiano ha inviato o spostato contingenti militari nei paesi coinvolti, come Arabia Saudita e Bahrein.

Giorgia Meloni ha affermato nel marzo di quest’anno che non condannava né approvava l’intervento ma chi pensa alle tasche ed agli interessi degli italiani che già sono stati messi a dura prova dalle decisioni prese sul conflitto russo-ucraino?

La sudditanza agli interessi americani e il silenzio complice della Ue e di quasi tutti i governi europei non stanno costando troppo a tutti?  

 

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