Opinioni Lettere al Direttore

La 'disgrazia' del Drop-In

La 'disgrazia' del Drop-In

Un lettore interviene sulle conseguenze dell'apertura del centro per l'assistenza a bassa a soglia per tossicodipendenti in via Benassi


2 minuti di lettura

Egregio direttore,


Le disgrazie non si comprano al mercato. Le disgrazie non vanno mai sole. Le disgrazie talvolta sono come le ciliegie: una tira l'altra. Le disgrazie alla popolazione delle periferie vengono servite di nascosto dalla comunale amministrazione.


Senza un pur minimo avviso, appunto di nascosto, alla gente di periferia della Sacca, più o meno un anno fa, è stata servita la disgrazia che, giustamente, la gente di altre parti della città non vuole: un centro per tossicodipendenze, per sbandati e per senza fissa dimora. 


In particolare il centro, anche denominato Drop In, pure prossimo ad una scuola privata di Inglese per bambine e per bambini, una palestra, una residenza per studenti e per lavoratori, abitazioni riempite di famiglie, un supermercato dove poter fare incetta di alcool e la stazione ferroviaria.


Da quando è stato aperto questo centro in via Giulio Benassi a Modena, in un capannone sfitto, dunque in un edificio non dignitoso per l’accoglienza, il degrado, già fiorente in area, è notevolmente aumentato e, con esso, proporzionalmente, è aumentata la sofferenza dei suoi abitanti.


Dunque, a distanza di un anno, il Drop- In alla Sacca è, per i suoi abitanti, una vera ed autentica disgrazia e ciò a causa del dilagare in zona di fenomeni di disagio sociale con persone che dormono per strada in ogni tratto e per il continuo via-vai di sbandati.

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Siccome poi, da che mondo e mondo per la Legge del mercato, l’offerta segue la domanda, nelle aree intorno al Drop-In, la novità è che banchetta lo spaccio 


E, si badi bene che, tale disgrazia, non è affatto frutto di una calamità naturale aleatoria, no, no! Essa è il frutto di una deliberata scelta perlopiù approvata dall’amministrazione comunale. Ogni cosa al suo posto scriveva Oliver Sacks 


Fare del bene al prossimo è senza alcun dubbio una azione meritevole, ma chi la compie, dovrebbe sempre tenere a mente il principio del rispetto per l’intera collettività fra l’altro contribuente. Ciò significa che, nel fare del bene a pochi, non si deve, al contempo, recare il male a tanti. Male doppio ai tanti che pagano doppiamente il servizio: con il danaro dei tributi e con la sofferenza d’animo.


Sergio Meschiari 


Nella foto, di alcuni giorni fa, una persona senza fissa dimora, giace sull'asfalto nel parcheggio che di affaccia sulla porta nord della stazione, accesso sud del Drop-IN


Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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