Ancora sul tema della cittadinanza onoraria a Mussolini. Confido che anche Lei sia d'accordo sul fatto che aver cambiato alleato a guerra in corso sia stato per l'Italia, sia dal punto di vista politico che da quello militare, un'infinita perdita di credibilità a livello mondiale parzialmente colmata solo ai giorni nostri.
Detto questo sarei curioso di sapere la sua posizione sulla RSI. A mio avviso fu un estremo e sofferto atto d'amore di Mussolini nei confronti dell'Italia per evitarne la massima distruzione da parte dell'ex alleato, divenuto occupante, tedesco. Lei, che mi pare ritenga il Duce il male assoluto, pensa invece che Mussolini fosse realmente convinto di poter ribaltare gli esiti del conflitto da Salò?
La ringrazio se mi risponderà (anche pubblicamente, non ho paura di manifestare le mie idee), altrimenti grazie lo stesso.
Cordialmente,
Roberto Malavasi - Albareto
Io credo che le leggi razziali e la repressione della libertà del Regime fascista di cui Mussolini fu il capo indiscusso facciano parte del Male assoluto che nel secolo scorso portò all'abominio dell'Olocausto. Nello specifico la cosiddetta Repubblica di Salò mi pare assodato sia da considerarsi uno stato fantoccio controllato direttamente dalla Germania nazista di Adolf Hitler. Credo vi sia ben poco di cui essere fieri di quella esperienza. E non credo assolutamente a un 'atto d'amore' (fa ridere solo dirlo) di colui che fece a pezzi per due decenni le libertà civili del Paese e condannò alla deportazione migliaia di italiani, si stima circa ottomila. Tenere in casa il busto del Duce è qualcosa che grida vendetta a Dio e all'uomo, così come ogni atteggiamento che scimmiotta il Ventennio, a partire dalla cosiddetta 'stretta di mano dei gladiatori' che ancora rappresenta il saluto d'ordinanza di tanti meloniani. Purtroppo oggi la seconda carica dello Stato si vanta di tenere tale disgustoso busto pelato. Questa riflessione, che peraltro trova solide basi nella Carta costituzionale, convive senza contraddizioni di sorta con una visione giustamente problematica della Resistenza e con la fotografia dei crimini commessi anche dai partigiani. Come vede nemmeno io ho paura a manifestare le mie idee.
Grazie della sua lettera.
Giuseppe Leonelli



