Non capisco che cosa ci sia di non chiaro nelle parole del ministro Roccella circa l'antisemitismo. Perché parla di 'revisionismo'? E perché l'onorevole Segre se l'è presa tanto? Scusate, ma dove siete vissuti in queste settimane, tra manifestazioni 'pro-Pal' che benedicevano l'eccidio di ebrei del 7 ottobre di due anni fa, che bruciavano le bandiere di Israele, che hanno dato - non solo al Primo Ministro Netanyahu - epiteti intrisi d'odio e di sguaiatezza, che hanno impedito a navi portacontainer israeliane di attraccare nei porti, che hanno denigrato e aggredito pubblicamente turisti israeliani in visita nel nostro Paese? Questo lei come lo chiamerebbe, un episodio isolato?
Allora o io sono di un altro pianeta o si sta facendo un gioco subdolo pur di non attribuire certe intolleranze a una compagine politica a cui tutto è concesso.
Sono a dir poco allibito
Michelangelo Garofalo
Affermare, come fatto dal ministro Roccella, che 'le gite ad Auschwitz sono state un modo per ripetere che l'antisemitismo era una questione fascista e basta' è indecente per un motivo su tutti. Perchè, con questa frase, si lascia intendere che il ricordo dell'orrore subito dagli ebrei serva a una parte politica per stigmatizzare il fascismo. 'Tutte le gite scolastiche ad Auschwitz, cosa sono state? Sono state gite? A che cosa sono servite? - ha detto la Roccella -. Sono servite, secondo me, sono state incoraggiate e valorizzate, perché servivano effettivamente all'inverso. Ovvero servivano a dirci che l'antisemitismo era qualcosa che riguardava un tempo ormai collocato nella storia, e collocato in una precisa area: il fascismo'. Le gite ad Auschwitz, viceversa, sono state incoraggiate perchè l'umanità non ricadesse in quel baratro e su questo monito non vi dovrebbero essere distinguo, tanto più da un ministro della Repubblica.
Giuseppe Leonelli




