Alcuni giorni fa, un gruppo di alti ufficiali dell’esercito ucraino hanno chiesto a Zelensky di lanciare a Mosca messaggi di disponibilità al negoziato, perché le truppe non solo non hanno più da sparare, ma neppure da mangiare. La risposta è stata che chi contrasta la linea del governo, quella di respingere i russi oltre i loro confini, sarà accusato di alto tradimento e condannato al carcere o alla fucilazione.
Ma la contestazione interna prosegue e infatti ieri sera Zelensky ha rimosso Ivan Bakanov, capo del servizio di sicurezza, e Iryna Venediktova, Procuratore Generale, che indagava sui crimini di guerra compiuti dall’Armata Russa. Non ha saputo gestire la Commissione ONU? Fino a questo momento, gli ispettori internazionali hanno portato a termine una sola indagine nella quale è stata ribaltata la teoria ucraina d’ingiustificato bombardamento di Mosca su palazzi civili ed è stata accusata Kiev d’utilizzare i medesimi come caserme, postazioni di fuoco e la popolazione quali scudi umani. Qui l’articolo RAI che riporta la notizia.
In un video su Telegram, Zelensky ha spiegato che 'Ad oggi sono stati registrati 651 procedimenti penali riguardanti alto tradimento e attività di collaborazione di dipendenti di procure, organi di indagine preliminare e altre forze dell'ordine'. In particolare, più di 60 dipendenti della Procura e del Servizio di Sicurezza 'sono rimasti nel territorio occupato e stanno lavorando contro il nostro Stato. Una tale serie di crimini contro le basi della sicurezza nazionale dello Stato e le connessioni che sono state registrate tra i dipendenti delle forze di sicurezza dell'Ucraina e i servizi speciali della Russia pongono domande molto serie ai leader interessati. Ognuna di queste domande riceverà una risposta adeguata', ha terminato a muso duro il capo di Stato ucraino. Dallo “Slava Ukrainii”, siamo passati ai più infami traditori che collaborano con il nemico.
Oltre all’avanzata sul campo delle truppe russe, dal Cremlino traspare una certa baldanza anche sul piano dell’accusa alla propaganda occidentale, che in questi mesi ha descritto Mosca e i suoi soldati come il male assoluto, capaci delle azioni più meschine e orribili.
Per Mosca, è sempre stata una messa in scena, con utilizzo addirittura di cadaveri presi dalle celle frigorifere da disseminare ovunque; in Italia, si sono espressi con seri dubbi sull’interpretazione di Zelensky, l’inviato di guerra Toni Capuozzo e altri, ma ieri è toccato al Ministro degli Esteri Lavrov riprendere il discorso. 'L'Occidente e Kiev non riescono ancora a rispondere a domande elementari, come quella se le vittime di Bucha siano state identificate'. Lavrov vuole che siano resi pubblici i nomi e la provenienza delle persone uccise per strada e ritrovate a Bucha, per avere prova di quella che è la verità russa e cioè che quei cadaveri, senza una goccia di sangue sull’asfalto, provenivano da altri luoghi e sono stati usati per alimentare l’odio contro Mosca e favorire l’appoggio a Kiev. 'Dopo aver mostrato al mondo il massacro di Bucha all'inizio di aprile – ha proseguito Lavrov - non sono ancora resi noti i risultati della scientifica'.
Certamente questa renitenza getta un’ombra inquietante su quanto
Le ultime battute, Lavrov le rivolge al cancelliere tedesco Olaf Scholz: 'Sta perdendo tempo, chiedendo un nuovo accordo sulle garanzie di integrità territoriale e sovranità per l'Ucraina dopo il fallimento degli accordi di Minsk. Gli Accordi di Minsk sono stati cancellati da Kiev, che ha apertamente rifiutato di attuare quegli accordi. Quindi, la messa in scena è finita. Finita è la commedia'.
Intanto, dal punto di vista militare, durante la notte si sono registrati feroci attacchi missilistici russi su Nikopol, nella regione di Dnipropetrovsk, e a Mykolaiv. Le autorità di Sumy hanno invece denunciato molteplici bombardamenti contro le comunità di Yunakivka, Shalyhyne e Bilopillia. La guerra prosegue e la pace neppure appare all’orizzonte.
Massimo Carpegna


.jpg)