Il 13 luglio 1908 ai IV Giochi Olimpici a Londra competono per la prima volta anche le donne. Sono in tutto in 36 e gareggiano nelle competizioni di imbarcazioni a motore, pattinaggio. Tennis, tiro con l'arco e vela. Nell'antica Grecia l'attività sportiva era riservata ai maschi di rango aristocratico e fisicamente perfetti. Le donne non potevano assistere alle gare e tanto meno parteciparvi.
Il movimento Olimpico, nato alla fine del XIX secolo, tra i suoi ideali annovera il carattere ecumenico dello sport, considerando le attività ginniche aperte a tutti. Ciononostante De Coubertin, il principale artefice del movimento, si opponeva all'agonismo femminile. Certamente per l'influsso della società del suo tempo, ma anche per l'adesione incondizionata all'idea olimpico greco.
Nonostante i pregiudizi, però, le donne riuscirono a partecipare alle Olimpiadi nel 1908, anche se non in modo ufficiale. Nelle olimpiadi del 1912 a Stoccolma furono ammesse anche alle competizioni di nuoto. Dopo la guerra nel 1920 le donne parteciparono per la prima volta in forma ufficiale alle Olimpiadi.
Nel 1938 ad Amsterdam si aprì alle donne la possibilità di partecipare alle gare di atletica e aumentò il numero delle partecipanti. La presenza delle donne nella società, e quindi anche nello sport è notevolmente cresciuta. Senz'altro si tratta di uno sviluppo positivo. Alcune questioni però rimangono aperte e occorre pensare alla specificità di uomo e di donne, diversi ma entrambi portatori di altissimi valori anche nello sport.


