Rubriche Accadde oggi

Brevettato il primo frigorifero: 7 dicembre 1851

Brevettato il primo frigorifero: 7 dicembre 1851

L'antenato del frigorifero ebbe origine non come ausilio domestico ma come strumento medico


1 minuto di lettura

Era il 7 dicembre 1851 quando l'americano John Gorrie presentò la macchina frigorifera all'ufficio brevetti. La cosa curiosa è che a inventare il primo frigorifero fu un medico. Al dottor John Gorrie venne in mente l'idea di creare una macchina del freddo che servisse ad abbassare la temperatura dei pazienti. L'antenato del frigorifero ebbe origine pertanto non come ausilio domestico ma come strumento medico.

 

In seguito lo studioso Charles Tellier arrivò non solo a perfezionare il macchinario di Gorrie, ma anche a montare il primo frigorifero su un piroscafo, che nel 1876 riuscì a portare un carico di carne.
Da lì in poi i frigoriferi furono impiantati anche nelle case. Nel 1943 fa la sua comparsa anche il primo freezer domestico e negli anni 50 si prosegue con il perfezionamento delle tecnologie. Viene introdotto lo sbrinamento automatico, gli apparecchi si fanno più duraturi e più sicuri, finché il frigorifero non diventa una vera e propria icona del boom economico.
Il frigorifero ha consentito una rivoluzione epocale e con esso si è favorita la 'globalizzazione alimentare'. Negli ultimi anni, l'industria del freddo, ha percorso nuove strade, meno inquinanti e più rispettose dell'ambiente. I frigoriferi diventano sempre più efficienti dal punto di vista energetico e vengono eliminati definitivamente i clorofluorocarburi dal funzionamento refrigerante.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Radio Birikina

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.