Il crollo del muro di Berlino, il 9 novembre 1989, fu uno degli eventi che diedero inizio alla caduta del comunismo nell'Europa Centrale e orientale nonché al processo di unificazione della Germania e la conclusione della guerra fredda.
Il muro circondò la parte occidentale della città di Berlino appartenente alla Germania Ovest, per separarla dalla parte orientale della stessa città.
Fu considerato il simbolo concreto della cosiddetta cortina di ferro, ovvero la linea di confine tra le zone europee occidentali della Nato e quelle socialiste del Patto di Varsavia dell'Europa orientale, esistita durante la guerra fredda. Il muro divise in due la città per 28 anni: durante questi anni furono uccise, dalla polizia di frontiera della DDR, 133 persone mentre cercavano di superare il muro verso Ovest.
Il 9 novembre 1989 il governo della Germania Est annunciò che le visite in Germania Ovest sarebbero state permesse. Molti cittadini della parte Est si arrampicarono nel muro e lo superarono.
Durante le settimane successive parti del muro furono demolite e in seguito fu usata attrezzatura industriale per abbattere quasi tutto quello che ne era rimasto.
La caduta del muro di Berlino aprì la strada per la riunificazione tedesca, che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.
Nella caduta del muro di Berlino gli storici concordano nel ruolo decisivo che ebbe Papa Giovanni Paolo II: senza di lui non ci sarebbe stato il movimento 'Solidarnosc' in Polonia, e il Papa poi lavorò per sostenere gli oppositori del regime comunista.
Lo stesso Presidente sovietico Gorbaciov testimoniò che senza Giovanni Paolo II questa rivoluzione probabilmente non sarebbe avvenuta in modo pacifico.



