Rubriche Accadde oggi

Dodici anni il sisma che sconvolse la Bassa

Dodici anni il sisma che sconvolse la Bassa

A seguito del sisma 19.000 famiglie lasciarono le proprie abitazioni, 14.000 le case danneggiate, 13.000 le attività produttive danneggiate


1 minuto di lettura

Il 20 maggio 2012 un terremoto, di magnitudo pari a 5.9 gradi della scala Ritter, colpisce l'Emilia-Romagna con epicentro a Finale Emilia e ipocentro a una profondità di 6,3 chilometri. La scossa viene avvertita in modo violento in tutto il Nord Itlalia.
Il 29 maggio colpisce, l'Emilia-Romagna, un secondo terremoto di magnituto pari a 5,8 gradi Richter e profondità 10 chilometri, con epicentro localizzato più a ovest rispetto al precedente.
L'area maggiormente colpita, dai due eventi sismici, è stata la porzione settentrionale compresa tra le province di Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Bologna.

A seguito del sisma 19.000 famiglie lasciarono le proprie abitazioni, 14.000 le case danneggiate, 13.000 le attività produttive danneggiate e 15.000 i danni per edifici pubblici e strutture socio sanitarie.
In totale 28 furono le vittime, 350 i feriti e circa 13 miliardi di euro i danni del terremoto.

Ci si chiese poi se gli eventi sismici in Emilia fossero o meno causati dalla attività umana. Finirono nel mirino gli impianti di estrazione di gas, a circa 20 chilometri di distanza da Modena. Per capire effettivamente se ci fossero correlazioni tra eventi sismici e l'attività di stoccaggio ed estrazione di gas venne istituita un'apposita commissione. Si arrivò alla conclusione che è molto improbabile che l'attività umana abbia contribuito alla formazione dei sismi del 2012.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Radio Birikina

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.