Il 12 novembre 2019, Venezia ha subito una eccezionale mareggiata di 'acqua alta' raggiungendo il picco di 187 centimetri, il più alto dal 1966. L'acqua alta è un fenomeno di picchi di marea particolarmente pronunciati che si verificano con periodicità nell'Adriatico settentrionale e con particolare intensità nella laguna di Venezia, tali da provocare allagamenti nelle aree urbane di Venezia.
Il fenomeno è frequente soprattutto nel periodo autunnale, quando anche i venti di scirocco, impediscono il regolare deflusso delle acque.
Nel 2019 l'evento dell'acqua alta ha causato ingenti danni a gran parte della città, portando a una maggior consapevolezza dell'urgenza e all'accelerazione dei lavori per il sistema Mose.
Il Mose è un sistema di barriere mobili installato per proteggere Venezia e la sua laguna.
L'evento del 12 novembre si è verificato dal sovrapporsi di diversi fattori, non ultimo il passaggio di un piccolo ciclone con raffiche di vento oltre i 100 Km/h. Il vento e le onde di altezza anomala hanno ulteriormente aumentato l'impatto sul centro storico di Venezia e strappato delle imbarcazioni dagli ormeggi. Anche nei primi mesi autunnali del 2020 la marea ha raggiunto per due volte valori superiori a 130 cm., il 3 è il 15 ottobre, in queste occasioni il Mose è entrato per la prima volta in funzione, impedendo l'allagamento della città.
Tali eventi sono costantemente analizzati dal Tavolo tecnico composto dal Centro previsioni e Segnalazione Mare, dall'Istituto Ambiente e dal CNR-ISMAR, che si riunisce regolarmente.
È garantito un monitoraggio capillare e continuo dei principali parametri meteo-marini per poi intervenire tempestivamente in caso di marea sostenuta nella Laguna di Venezia e in alto Adriatico.



