Dopo lo sbarco a Marsala i Mille aumentarono di numero, grazie al contributo dei volontari meridionali e si creò 'L'esercito meridionale'
11 maggio 2024 alle 08:08
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L'11 maggio 1860 Giuseppe Garibaldi, partito da Quarto con due piroscopi, sbarcò a Marsala, per compiere assieme alle sue 'Mille Camice Rosse', l'eroica impresa che si concluderà con l'unificazione d'Italia. La spedizione dei Mille fu uno degli episodi cruciali del Risorgimento; lo scopo era di rovesciare il governo borbonico e appoggiare le rivolte scoppiate in Sicilia. Garibaldi nell'impresa si avvalse della collaborazione di Nino Bixio e di Francesco Crispi (capo dei profughi siciliani).
Dopo lo sbarco a Marsala i Mille aumentarono di numero, grazie al contributo dei volontari meridionali e si creò 'L'esercito meridionale'. A Calatafimi i soldati Borbonici vennero sconfitti poi i Mille entrarono a Palermo e neutralizzaromo le truppe nemiche. Grazie alle battaglie vittoriose contro l'esercito borbonico, Garibaldi riuscì a conquistare tutto il Regno delle Due Sicilie, permettendone l'annessione al nascente Regno d'Italia. Alla metà di agosto, iniziò la risalita della penisola e Giuseppe Garibaldi entrò trionfatore a Napoli e si preparò a invadere lo Stato Pontificio.
I successi dei Mille provocarono però allarme a Torino. Cavour, per evitare le complicazioni internazionali che una marcia di Garibaldi verso Roma avrebbero provocato, convinse il Re a occupare le Marche e l'Umbria (di dominio pontificio). Da qui i piemontesi raggiunsero Teano dove Garibaldi, pur di rendere l'Italia Unita, cedette le sue conquiste militari a Vittorio Emanuele II e aderì alla politica di Casa Savoia.
Redazione Pressa
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