Sebbene spesso considerate piccole, le armi leggere sono tristemente protagoniste di un numero enorme di morti e di feriti in tutto il mondo. Le armi di piccolo calibro alimentano la violenza criminale e dirottano risorse che potrebbero essere investite in istruzione, salute e altri settori vitali.
La giornata Mondiale per la loro distruzione che si tiene il 9 luglio serve a sensibilizzare l'opinione pubblica e i governi sulla necessità di un'azione concreta per controllare la proliferazione e l'uso di questi strumenti di morte. L'Italia è il secondo esportatore mondiale di armi piccole dopo gli Stati Uniti d'America. Si evidenzia inoltre una grave lacuna della legislazione italiana nei confronti di coloro che organizzano i trasferimenti di armi verso destinazioni vietate.
Anziché distruggere le armi in eccesso molti Stati le rivendono garantendo in questo modo la loro proliferazione. Solo tre Paesi (Nigeria, Lettonia e Sudafrica) hanno leggi che prevedono la distruzione di tutte le armi confiscate in eccesso. Come fece notare l'ex segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, le armi leggere sono le vere armi di distruzione di massa e non dobbiamo dimenticare che il commercio di armi è responsabile di circa la metà della corruzione mondiale.
Si rende pertanto indispensabile, oltre alla distruzione di armi in eccesso, anche un maggior impegno del controllo della loro produzione.


