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Il 20 febbraio 1828 Antonio Rosmini fonda l'istituto della Carità

Il 20 febbraio 1828 Antonio Rosmini fonda l'istituto della Carità

All'opera aderì anche l'amico Alessandro Manzoni che poi assistette Antonio Rosmini sul letto di morte


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Il 20 febbraio 1828 Antonio Rosmini, sacerdote e filosofo, fondò L'Istituto della Carità al Sacro Monte di Domodossola. Strinse un profondo rapporto di amicizia con Alessandro Manzoni, che di lui disse: 'È una intelligenza che onora la umanità'. La nuova famiglia religiosa di Rosmini fu approvata da Papa Gregorio XVl nel 1839. Le semplici regole dell'istituto di Carità sono ben illustrate dalle 'Massime di perfezione Cristiana' che coincidono con la spiritualità del Rosmini:
- 1° Massima: Desiderare unicamente di piacere a Dio.
- 2° Massima: Orientare tutti i pensieri e le azioni all'incremento e alla gloria di Cristo.
- 3° Massima: Rimanere in perfetta tranquillità circa tutto ciò che avviene per disposizione di Dio.
- 4° Massima: Abbandonare se stessi nella Provvidenza di Dio.
- 5° Massima: Riconoscere intimamente il proprio nulla.
- 6° Massima: disporre tutte le occupazioni della propria vita con uno spirito d'intelligenza.
L'Istituto, del Sacerdote filosofo, non si pone fini particolari, ma l'esercizio della Carità spirituale, intellettuale e temporale. Tutto ciò che c'è di buono in questa Società dev'essere attribuito ai lumi dello Spirito Santo. Rosmini previde che anche semplici laici potessero far parte della famiglia religiosa. All'opera aderì anche l'amico Alessandro Manzoni che poi assistette Antonio Rosmini sul letto di morte da cui trasse il testamento spirituale: 'Adorare, Tacere, Gioire'.

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