L'esposizione degli agenti inquinanti fu devastante sulla salute dei londinesi
05 dicembre 2025 alle 06:28
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Il 5 dicembre, il 'Grande Smog' colpì Londra, avvolgendo la città di una coltre di nebbia densa e maleodorante per cinque giorni, dal 5 al 9 dicembre. Quasi nessuno, in un primo momento sembrò farci molto caso, e la prima giornata scorse non troppo diversamente dalle precedenti. I cittadini cominciarono a preoccuparsi quando la nebbia si fece ulteriormente fitta e densa, la visibilità ridotta al minimo e, soprattutto iniziarono ad aumentare i casi di crisi respiratorie connessi ad arresti cardiaci.Nei successivi 5 giorni su Londra calò, vicino al suolo, un misto di nebbia e fumi.A causare il disastro che costò la vita a 12.000 persone furono vari fattori: il grande inquinamento atmosferico, che dipendeva dall'impiego smodato del carbone come combustibile industriale; in aggiunta una fase anticiclonica di alta pressione che non permise alle sostanze nocive presenti nell'aria di disperdersi. Tutto ciò congestionò la città e provocò la catastrofe che oggi si ricorda col nome 'Di grande smog di Londra'.Dobbiamo ricordare che Londra era una città industriale e lungo il Tamigi un tempo sorgevano stabilimenti e centrali elettriche che si servivano di carbone. Complici le rigide temperature, anche i cittadini alimentavano a carbone i propri impianti di riscaldamento.
Al di là del caos generato dallo smog, Londra fu al centro di disagi di ogni tipo.Gli aerei in partenza vennero bloccati e quelli in arrivo deviati in aeroporti di altre città. Ci furono decine di incidenti, ospedali affollati e persino incremento di rapine. Soprattutto, l'esposizione degli agenti inquinanti fu devastante sulla salute dei londinesi.Il disastro portò alla promulgazione del Clean Air Act nel 1956, una legislazione che indusse importanti cambiamenti per ridurre l'inquinamento attraverso l'incentivazione dell'uso dei combustibili più puliti e lo spostamento delle centrali elettriche.
Redazione Pressa
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