A partire dal 20 agosto del 2018, anno che vide incendi boschivi e ondate di calore senza precedenti, Greta si presenta davanti al parlamento svedese dove sosta in segno di sciopero. Chiede al governo di rispettare gli accordi di Parigi del 2015 riducendo le proprie emissioni di anidride carbonica. La sua iniziativa diventa virale e Greta riesce a coinvolgere la comunità ambientalista di tutto il mondo.
Gli scioperi si protraggono per 20 giorni. Greta poi non demorde e continua a protestare tutti i venerdì, lanciando quello che è diventato il movimento studentesco internazionale 'Fridays for Future' condiviso da migliaia di ragazzi in tutto il mondo.
Greta decide di portare la protesta anche a Bruxelles e successivamente a Londra. Seguono numerosi scioperi organizzati in Italia, Olanda, Germania, Danimarca, Finlandia e Australia. Greta ha cominciato altresì a dialogare in prima persona con i governi di tutto il mondo. Ad aprile 2019 presenzia al Parlamento Europeo invitando i politici a contrastare il riscaldamento globale. Greta ha anche incontrato Papa Francesco a Roma, che le ha donato sostegno alla causa. Uno degli eventi più significativi del suo percorso è stato quello di partecipare al Climate Action Summit delle Nazioni Unite a New York dove parlò con schiettezza ai leader mondiali. Pur avendo ricevuto il sostegno di molti scienziati e leader mondiali, le sue attività non vengono condivise da tutti: diversi giornalisti e politici vedono in lei una istigatrice di allarmismo climatico. Intanto centinaia di migliaia di persone continuano a supportarla per garantite un futuro agli adulti che verranno.

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