Il 28 agosto 1859 iniziò la più grande tempesta solare registrata sulla Terra. Questa tempesta, ha distrutto il campo magnetico terrestre provocando aurore visibili fino ai Caraibi e causando interruzioni nelle reti telegrafiche. L'evento detto di Carrington, deve il suo nome all'astronomo inglese Richard Carrington, grazie al suo studio delle macchie solari.
La Terra vide il verificarsi della più grande tempesta geomagnetica di sempre, tanto che gli aghi delle bussole oscillavano in modo irregolare e nei cieli a bassissime latitudini comparvero aurore scintillanti. I cieli nei pressi delle latitudini di Cuba, Bahamas, Giamaica, El Salvador e Hawaii si colorarono di rosso a causa di variopinte aurore, la cui causa era da riportare a quelle luci che Carrington aveva avuto modo di poter osservare e che altro non erano se non brillamenti, esplosioni magnetiche, che avvenivano sulla superfice solare nel 1859.
Fu grazie a quelle osservazioni sul sole di Carrington che si rese possibile ricollegare le interruzioni delle comunicazioni al brillamento solare che li aveva generati, riuscendo anche a trovare un correlazione con le magnifiche aurore boreali.
Ai giorni attuali sappiamo che queste tempeste solari possono interferire con le nostre reti elettriche e con i sistemi di navigazione. L'intensità dell'interferenza può variare a seconda, dell'intensità della tempesta. Ora fenomeni come brillamenti solari sono molto conosciuti, ma la loro magnitudo è sempre stata piuttosto bassa. Nel caso si ripetesse una tempesta paragonabile a quella dell'evento di Carrington le tecnologie satellitari verrebbero annientate completamente. La tempesta non si limiterebbe alla tecnologia spaziale ed avrebbe effetti disastrosi anche sui dispositivi elettronici ed elettrici terrestri. Verrebbero distrutte le memorie dei nostri PC e telefoni, nonché quelle dei televisori, ripetitori, automobili aerei, treni e gli impianti industriali potrebbero danneggiarsi irreparabilmente.


