Nato nel 1887, nel Kentuchy, York aveva un carattere molto esuberante e fin da giovane dimostrò una grande abilità nel maneggiare le armi e dotato di una mira infallibile. Alvin, però non amava la guerra e non voleva combattere. Nel 1917, con l'entrata in guerra degli Stati Uniti, l'esercito americano non tenne conto delle convinzioni personali di York e lo arruolò forzatamente.
Alvin nel maggio 1918 arrivò in Francia e subito spedito in prima linea nel settore delle Argonne. La buona condotta gli valse la promozione a caporale e gli fu assegnato il comando di fanteria.
La mattina dell'8 ottobre, assieme ai suoi soldati, York ricevette l'ordine di prendere il controllo di una linea ferroviaria, ma per raggiungerla, si ritrovò isolato dietro le linee nemiche.
Coraggiosamente la piccola squadra di fanteria, composta da 20 uomini sferrò un attacco, i tedeschi vistosi presi alle spalle, credendo di essere attaccati da un numero considerevole di soldati, si arresero, quando si resero conto che ad averli sorpresi non era altro che un pugno di uomini, iniziarono a sparare con le loro mitragliatrici. Nove soldati americani vennero letteralmente crivellati, mentre gli altri si ripararono nei fossati e negli alberi nella foresta delle Argonne.
Il caporale Alvin C. York, da solo aggirò le linee tedesche e armato solo del suo fucile e la sua pistola riuscì ad attaccare le mitragliatrici facendole tacere una dopo l'altra: 20 soldati nemici perirono e 132 vennero fatti prigionieri. York, praticamente da solo, era riuscito in una impresa eroica.
Dopo la prima Guerra venne congedato, tornò in patria, ricoperto di gloria e considerato il più Grande Eroe della guerra.
York mantenne uno stato di modestia, si ritirò a vita privata mettendo su famiglia e fondando una scuola privata che offriva istruzione a bambini provenienti dalle zone meno agiate.



