Alessandro Manzoni iniziò la stesura del 'Fermo e Lucia', prima redazione de 'I Promessi Sposi', il 24 aprile 1821.
La prima edizione gettò le basi del futuro capolavoro di Manzoni, e venne completata nel settembre 1823, subendo poi una profonda revisione linguistica e strutturale.
Manzoni affrontò una seconda versione del romanzo che pubblicò nel 1827. Non ancora soddisfatto del registro linguistico si predispose a 'risciacquare i panni in Arno' ad adottare cioè quella lingua fiorentina che caratterizzò la terza e definitiva versione, edita tra il 1840 e il 1842. Oltre alla struttura linguistica Manzoni sostituì i nomi di alcuni personaggi; Fermo divenne Renzo, la governante di Don Abbondio da Vittoria passò a Perpetua. Assieme ai nomi cambiarono anche alcune caratteristiche psicologiche dei personaggi primo fra tutti l'Innominato: molte sfaccettature del personaggio non erano presenti nel primo racconto.
La trama del romanzo rimane sostanzialmente invariata nelle tre edizioni. Renzo e Lucia sono due giovani che vivono in un piccolo villaggio lombardo. Il loro imminente matrimonio viene ostacolato da Don Rodrigo, un signorotto locale che ha messo gli occhi su Lucia. Il curato Don Abbondio si rifiuta di celebrare le nozze dopo essere stato minacciato dai Bravi di Don Rodrigo. Per sfuggire al sopruso Lucia viene nascosta a Monza, nel convento retto da Suor Geltrude la quale intrattiene una torbida relazione con Egidio, uomo senza scrupoli che aiuterà Don Rodrigo a far rapire Lucia.
Lucia viene portata al castello dell'Innominato, che però, colpito dalla purezza di Lucia, decide di cambiare vita liberando la ragazza. In una Milano devastata dalla peste, Renzo cerca Lucia e finalmente la ritrova nel lazzaretto. Dopo tante peripezie, i due possono ricongiungersi e convolare a giuste nozze.


