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Muore Adriano Olivetti: 27 febbraio 1960

Muore Adriano Olivetti: 27 febbraio 1960

Il lavoratore non era visto come un ingranaggio produttivo, ma come un individuo da elevare culturalmente e professionalmente


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Il 27 febbraio 1960, all'età di 58 anni, muore improvvisamente Adriano Olivetti a causa di una trombosi celebrare mentre viaggiava in treno da Milano a Losanna.

Grande imprenditore, ingegnere e politico, ha reso la Olivetti leader mondiale, innovando con un modello aziendale attento al benessere dei dipendenti.

Adriano Olivetti è stato ricordato cme un 'uomo nuovo' e un pioniere dell'industria, capace di unire tecnologia e umanesimo. È stato un innovatore sociale e precursore dell'urbanistica e una delle figure più straordinarie del '900. Trattava i suoi dipendenti come il cuore pulsante dell'azienda, anteponendo il benessere umano al mero profitto. 

Il modello di Adriano si basava sul Welfare aziendale, la formazione continua, la valorizzazione del talento e la cultura come diritto. L'imprenditore ha creato un ambiente inclusivo che impegnava il tempo lavorativo con la vita famigliare e sociale. Olivetti offriva servizi straordinari, come asili nido, assistenza sanitaria, mense di alta qualità, abitazioni per dipendenti e biblioteche, curando una vera e propria comunità. Il lavoratore non era visto come un ingranaggio produttivo, ma come un individuo da elevare culturalmente e professionalmente. 

Durante le pause, la fabbrica si trasformava in centro culturale con concerti, mostre e incontri, promuovendo arte e letteratura tra operai e impiegati. La filosofia olivettiana prevedeva la vicinanza alla famiglia, cercando di non sradicare i lavoratori dai loro luoghi di origine. Olivetti si distingueva per la scelta di non licenziare i propri dipendenti anche in momenti di gravi crisi aziendali, instaurando un forte legame di lealtà. Nonostante le gerarchie il clima in fabbrica era informale, aperto al confronto e basato sulla solidarietà, rendendo possibile una forte coesione interna.

Adriano Olivetti ha creato un'industria dove il profitto doveva essere uno strumento per il bene comune.

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