Il 17 aprile 2014 muore Gabriel García Márquez, è stato un autore tra i più amati latinoamericani e un esponente di primo piano del realismo magico letterario. Nato ad Aracataco, in Colombia, letto e apprezzato in tutto il mondo, con la sua prosa essenziale e venata di amara ironia, ha raccontato le storie di eroi anonimi, sospese tra realtà e fantasia.
Ha iniziato la carriera come reporter, poi redattore e critico cinematografico, vivendo tra Inghilterra, Usa e Italia. Nel 1967 ha pubblicato il suo capolavoro, 'Cent'anni di solitudine' intriso di storia e cultura popolare sudamericana, che lo ha consacrato tra i grandi della letteratura mondiale.
Il romanzo narra le vicende di 7 generazioni della famiglia Buendia. Nell'opera Márquez intreccia diversi piani narrativi con i quali descrive gli avvenimenti con uno stile dettagliato e molto personale.
In questa narrazione si raccontano fatti realmente accaduti, episodi di fantasia e miti locali. Il romanzo si incentra nella storia della famiglia Buendia impregnata in forti sentimenti, ma chiusa nelle sue effimere illusioni da sprofondare nella solitudine.
'Cent'anni di solitudine' portò l'autore a una fama internazionale.
Altre opere di Marquez furono 'L'autunno del patriarca', 'Cronaca di una morte, annunciata', 'L'amore ai tempi del Colera' e 'Dell'amore di altri demoni'.È bello ricordare che i romanzi di Marquez ci permettono di entrare nel mondo di un intellettuale che ha comunicato la bellezza nostalgica, ma ha anche raccontato luoghi comuni e imposizioni sociali tipiche della sua terra e della sua popolazione.
Nel 1982 gli è stato assegnato il Nobel per la Letteratura 'per i suoi romanzi, nei quali il fantastico e il realismo sono combinati in un mondo riccamente composto che riflettono la vita e i conflitti di un continente'.
Marquez ha descritto la realtà latino americana non solo attraverso i fatti di storia, ma integrando la mitologia, le leggende e l'incredibile nella vita di tutti I giorni.
Un tema ricorrente nel suo pensiero è la solitudine umana, spesso legata all'incapacità di amare o alla complessità delle relazioni.

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