Ha contribuito in modo determinante alla diffusione dell'idea di nazione negli Stati liberali e progressisti
10 marzo 2025 alle 06:43
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Giuseppe Mazzini è morto il 10 marzo 1872, è stato patriota, politico e filosofo. Le sue idee e la sua azione politica hanno contribuito alla formazione dello stato unitario italiano. Le condanne subite lo costrinsero però alla latitanza fino alla morte poiché, Mazzini, è stato contro la monarchia sabauda. Per la sua attività cospirativa è stato arrestato su ordine di Carlo Felice di Savoia e durante la breve detenzione ha formulato il programma di un nuovo movimento politico chiamato 'Giovane Italia' che ha presentato nel 1831 a Marsiglia dove è stato costretto a rifugiarsi in esilio. Mazzini ritiene che la liberazione dell'Italia potesse avvenire solo attraverso la costituzione di una stato repubblicano. Per lui la vera Repubblica è il luogo dove la libertà e la giustizia si sarebbero realizzate per tutti i popoli. Si ritiene che il grande merito di Giuseppe Mazzini stia nel fatto di avere contribuito, in modo determinante alla diffusione dell'idea di nazione negli Stati liberali e progressisti. Mazzini fa propria l'idea di nazione e auspica la convivenza pacifica tra i vari popoli. Circa i rapporti con la religione, Mazzini, considera il popolo immagine di Dio sulla terra e riconduce i doveri dell'uomo alla legge di Dio, ma apprezza nello stesso tempo la separazione Stato-Chiesa e il rispetto della libertà di opinione. Nella storia d'Italia a partire dal secondo dopoguerra, l'ideologia mazziniana è da annoverarsi a quelle che che ispirano la Costituzione Repubblicana nel 1948. Diverse formazioni politiche hanno dichiarato di richiamarsi all'eredità mazziniana, a partire dal Partito Repubblicano italiano, e negli anni 2000, ai movimenti Repubblicani Europei.
Redazione Pressa
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