Marx vide la storia come una lotta di classe tra borghesia e proletariato, teorizzando la rivoluzione per abolire la proprietà privata
14 marzo 2026 alle 05:27
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Il 14 marzo 1883 muore Karl Marx, è stato un pensatore storico tra i più influenti del Novecento, fu il principale teorico del materialismo storico e del comunismo. Nel 1847 pubblicò il 'Manifesto del partito comunista' che ispirò l'ideologia comunista in Unione Sovietica e in altri Paesi, e nel 1867 'il Capitale' con cui critico' l'economia capitalista teorizzandone la fine. Marx partecipò attivamente anche al movimento operaio e divenne una figura importante nella prima Internazionale (1864-1876). Il suo pensiero era incentrato sulla critica in chiave materialista dell'economia, della società, della politica; esercitò un peso decisivo sulla nascita delle ideologie socialiste e comuniste della seconda metà del XIX secolo. Marx vide la storia come una lotta di classe tra borghesia e proletariato, teorizzando la rivoluzione per abolire la proprietà privata, eliminare lo sfruttamento e instaurare il comunismo. Secondo il marxismo, nel capitalismo, l'operaio è allineato, separato dal prodotto del suo lavoro, dalla sua attività, dalla sua essenza umana e dagli altri. Marx ha affermato che il profitto del capitalista deriva dal plusvalore, ovvero dal lavoro non pagato all'operaio. Il proletariato deve pertanto prendere il potere tramite una rivoluzione passando per una fase di 'dittatura del proletariato' fino a una società senza classi sociali. Le critiche al marxismo contestano la validità economica, filosofica e storica delle teorie di Marx, spesso considerate utopistiche a causa di fallimenti applicativi. L'abolizione della proprietà e del libero mercato porta inoltre, secondo i critici come Hayej e Popper, a un'inefficenza economica e a una dittatura sui bisogni.
Redazione Pressa
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