Il 23 gennaio 1750 muore, a Modena, Ludovico Antonio Muratori, era nato a Vignola il 21 ottobre 1672. Nel 1675 accede al collegio dei gesuiti per poi proseguire gli studi filosofici, civilistici e canonistici alla facoltà giuridica Dell'Università. Votato alla vita consacrata fin dall'adolescenza, verrà ordinato sacerdote nel 1625.
Muratori, su invito del conte Carlo Borromeo si reca a Milano, dove rimane per 5 anni con il titolo di dottore nella Biblioteca Ambrosiana. Tornato in patria diviene archivista e bibliotecario ducale mettendosi a disposizione di Rinaldo d'Este; il compito principale del Muratori è quello di rintracciare negli archivi qualche prova che potesse consentire, alla casa d'Este di rivendicare diritti feudali sul delta del Po. L'esito sfortunato della controversia su Comacchio non impedisce al giovane giurista e letterato di farsi una fama nelle corti di mezza Europa.
Nel 1716 al Muratori viene affidata, secondo i suoi desideri, la cura di Santa Maria della Pomposa, la parrocchia più povera di Modena, e ciò inciderà sulla formazione del pensiero del grande intellettuale modenese. Nei quasi due decenni dedicati alla pastorale dei poveri il temperamento del Muratori si fa sempre più incline all'azione.
Addita ai pubblici poteri gli interventi strutturali atti ad alleviare le miserie materiali e morali. Muratori istituisce poi una confraternita, la 'Compagnia della Carità' e fonda una lotteria annuale di beneficenza e progetta un ospedale. La Pomposa diviene così un laboratorio di politica sociale per la città di Modena e per il Ducato.
Ritiratosi a vita privata nel 1733 non si stanca di scrivere e di immaginare riforme a vantaggio dello Stato e dei suoi poveri. La morte coglie il Muratori, ormai anziano, il 23 gennaio 1750, la sua tomba si trova nella Chiesa Santa Maria della Pomposa a Modena.


