Il 18 febbraio 1940 nasce, a Genova, Fabrizio De Andrè. È stato un esponente di spicco della gloriosa scuola Genovese, che include artisti del calibro di Luigi Tenco e Gino Paoli (con cui condivide gli anni della gavetta). De Andrè si impone sulla scena musicale a partire dal 1964, grazie al brano 'La Canzone di Marinella' primo esempio del suo stile poetico fatto di metafore ed immagini pittoriche.
Altri capolavori di profondo realismo e ricercatezza lessicale, come 'Il pescatore' e la 'Guerra di Piero', scandiscono i suoi anni di carriera artistica vissuta all'insegna dell'anticonformismo e dei temi del pacifismo e della nonviolenza.
La sua canzone d'autore è musicalmente scarna e incentrata sulle melodie e sulla voce profonda: inizialmente, De André, ha proposto un repertorio di canzoni che fanno leva, prevalentemente, sulla sola chitarra. Più tardi il cantautore ha dato vita a un nuovo modo di fare poesia in canzone. I suoi testi anticonvenzionali parlano di temi quali l'arroganza del potere e la marginalità non tralasciando elementi di cronaca e satira. Per la sua abitudine a cantare gli umili, i poveri, gli alcolizzati, i tossicodipendenti, De André è spesso ricordato come il cantautore degli emarginati o 'Il poeta degli sconfitti'. Fabrizio De André ha inciso 14 album e sue canzoni raccontano anche storie di ribelli e prostitute, e alcune per il loro valore poetico sono state raccolte da antologie scolastiche.
La popolarità e l'alto livello del suo canzoniere hanno spinto alcune istituzioni, a dedicargli, dopo la sua morte, vie, piazze, parchi, teatri, biblioteche e scuole.


