Il 27 novembre 1942, a Seattle, nello stato di Washington, nasceva James Marshall Hendrix, destinato a diventare una delle figure più rivoluzionarie e influenti della storia della musica contemporanea. Conosciuto in tutto il mondo come Jimi Hendrix, il suo nome sarebbe diventato sinonimo stesso di chitarra elettrica, sperimentazione sonora e libertà artistica.
Cresciuto in un contesto familiare difficile, Hendrix trovò nella musica una via di fuga e un rifugio. Con una vecchia chitarra acustica da pochi dollari iniziò a esercitarsi per ore, assorbendo blues, rhythm & blues e rock ’n’ roll. La sua ascesa, tuttavia, non fu immediata: prima di diventare un’icona, Hendrix suonò come turnista per artisti come Little Richard, Ike & Tina Turner e The Isley Brothers, affinando uno stile che avrebbe presto ribaltato i canoni del rock.
Il vero salto avvenne nel 1966, quando si trasferì a Londra e fondò la Jimi Hendrix Experience. Da lì, una serie di performance incendiarie e dischi rivoluzionari – tra cui Are You Experienced?, Axis: Bold as Love e Electric Ladyland – lo posero al centro della scena mondiale. Con la sua chitarra mancino suonata “al contrario”, l’uso pionieristico di feedback, distorsione e wah-wah, Hendrix aprì la strada a sonorità che nessuno aveva mai immaginato.
Indimenticabile resta la sua performance di The Star-Spangled Banner al festival di Woodstock nel 1969: non solo un’esibizione musicale, ma un commento tagliente e poetico sull’America dell’epoca.
Nonostante una carriera tragicamente breve – Hendrix morì a soli 27 anni, il 18 settembre 1970 – la sua influenza continua a echeggiare in generazioni di musicisti. Oggi, 27 novembre, ricordiamo non solo la nascita di un artista straordinario, ma l’inizio di una rivoluzione sonora che continua ancora a far vibrare amplificatori e immaginazione.


