Il cantautore emiliano Pierangelo Bertoli nacque a Sassuolo il 5 novembre 1942. Era una persona umile, un cantautore schietto, diretto e combattivo, che non ammetteva compromessi con l'ipocrisia.
Nonostante la fama, rimase sempre molto legato alla sua Sassuolo e alla sua terra, amando profondamente la natura e partecipando a iniziative di solidarietà.
Bertoli si definiva un lottatore, incapace di arrendersi di fronte alle difficoltà sia fisiche (a causa della poliomielite infantile) sia sociali. Le sue canzoni denunciavano le storture della società e parlavano di ingiustizia e lotta.
Il cantautore si considerava anche un cantastorie e non un intellettuale, usava canzoni che erano descrizioni della vita, delle sue gioie, paure e desideri. Fu una figura emblematica della canzone dagli anni 70 ai primi anni 2000, spaziò dalla musica popolare al rock. Lo stile di Bertoli si contraddistinse per la sua immediatezza; molte volte nelle canzoni cantò contro la guerra o a favore dei più deboli.
Bertoli ha inoltre cantato molte canzoni in dialetto sassolese, cogliendo una voce genuina della sua terra.
Con la moglie Bruna, una donna straordinaria che lo ha sempre sostenuto e guidato, ha avuto tre figli, Emiliano, Petra (alla cui nascita Bertoli aveva dedicato una canzone col suo nome) e Alberto, anche lui cantautore.
Bertoli era spesso impegnato in iniziative di solidarietà e beneficenza (aveva cantato anche per i detenuti di Sant'Anna a Modena e nella città estense aveva partecipato al Festival della canzone dialettale esibendosi in diversi brani modenesi).
Fra i suoi amici più cari c'era Padre Sebastiano Bernardini, il cappuccino di Sassuolo vicino alla nazionale Cantanti.Bertoli aveva la fama di essere un uomo duro e scontroso, invece era un cantante sensibile e incapace di qualunque ipocrisia ed era per questo descritto nei suoi atteggiamenti con il titolo di una delle sue canzoni più celebri, 'A muso duro'.



