Per alcune canzoni arrivò a fare nomi e cognomi di uomini politici del tempo e, anche per questo, i suoi testi e le sue esibizioni dal vivo furono a volte segnati dalle censure. Famosissimo il caso di 'Nuntereggae più' nella quale venivano citati i totem di allora, da Maurizio Costanzo a Susanna Agnelli, da Bearzot a Mike Bongiorno, da Villaggio a Guccini.
Nei suoi brani, Gaetano, affrontò i temi più disparati e varie problematiche sociali: la questione meridionale, l'emigrazione, l'emarginazione, la corruzione della classe politica, l'alienazione industriale e tanti altri.
Nelle sue canzoni l'artista, non tralasciò uno dei temi più classici, quello dell'amore, e lo fece in maniera poco ordinaria e senza citare temi autobiografici. Talvolta l'amore rappresentò per Gaetano solo il pretesto per trattare altri argomenti.
Specialmente nelle prime composizioni uno dei leitmotiv fu quello del 'nonsense', che Gaetano cercò di ottenere utilizzando libere associazioni dal significato incomprensibile, con un linguaggio ironicamente antico o adoperando banali giochi di parole. Rino Gaetano arrivò a descrivere problematiche reali in modo goliardico e coniò figure quasi fumettistiche per esprimere alcune sue riflessioni. Il cantautore, prendendo spunto dal teatro dell'assurdo si avvalse del sarcasmo e del paradosso per sondare la vera natura dell'uomo, la falsità dei rapporti umani e i vari problemi della società. Preferiva poi usare la semplicità e raccontò come l'ispirazione per i testi e le musiche gli potevano arrivare improvvisamente, anche durante un semplice viaggio in auto o una gita in campagna. A 40 anni dalla sua scomparsa, grazie alla sua irriverenza verso la moda e le tendenze, Rino Gaetano ha dimostrato di essere 'un caso unico' nel panorama musicale italiano.



