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Paolo VI chiude il Concilio Vaticano II: 8 dicembre 1965

Paolo VI chiude il Concilio Vaticano II: 8 dicembre 1965

Il Concilio Vaticano aprì un'istituzione antica a un mondo che fino allora si rifiutava di riconoscere e segnò un'epoca di grande cambiamento interno


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Il Concilio Vaticano ll fu aperto da Papa Giovanni XXIII l'11 ottobre 1962 e si chiuse tre anni dopo con Papa Paolo Vl, l'8 dicembre 1965 giorno dell'Immacolata.
Molti cambiamenti segnarono il Concilio: i fedeli poterono essere accolti come parte attiva nella messa, i sacerdoti da allora celebrarono rivolti verso i fedeli; la messa fu più comprensibile e celebrata in lingua volgare. Fu stabilito che la Parola di Dio fosse storicizzata e interpretata in modo da essere collegata ai tempi nostri e si aprì la stagione dell'ecumenismo, cioè il dialogo con le altre religioni. Le nuove aperture del Cattolicesimo ebbero delle ripercussioni nel mondo cattolico: molte correnti intransigenti rifiutarono decisioni del Concilio, mentre altre, più progressiste, si aprirono ulteriormente. La chiesa attraversò anche una profonda crisi dovuta al calo delle vocazioni.
Il Concilio Vaticano, però, aprì un'istituzione antica a un mondo che fino allora si rifiutava di riconoscere e segnò un'epoca di grande cambiamento interno.

Attraverso i documenti conciliari la Chiesa venne vista innanzitutto come 'Sacramento di Cristo': segno e strumento dell'intima unione con Dio è dell'unità del genere umano.
Finito il potere temporale della Chiesa, si riconobbe il laicato come parte importante. I cristiani avevano il compito di ricondurre il mondo a Cristo. Si riconobbe inoltre il principio della libertà religiosa e il ruolo delle altre realtà religiose nel contribuire all'elevazione morale del genere umano.

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