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Passa la legge sull'Opera Nazionale Balilla: 2 aprile 1926

Passa la legge sull'Opera Nazionale Balilla: 2 aprile 1926

L'opera Nazionale Balilla era un ente autonomo complementare all'istituzione scolastica e vi fecero parte i giovani dai 6 ai 18 anni


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Il 2 aprile 1926, su proposta di Benito Mussolini, il governo italiano varò la legge sull'Opera Nazionale Balilla.
Il termine 'Balilla' fu ispirato dalla vicenda del giovane Giovan Battista Picasso, che nel 1746 incitò alla rivolta i genovesi durante la breve occupazione asburgica della città ligure. L'inno ufficiale di questo corpo era il brano 'Fischia il sasso' composto da Giuseppe Blanc.
L'opera Nazionale Balilla era un ente autonomo complementare all'istituzione scolastica e vi fecero parte i giovani dai 6 ai 18 anni; mirava all'istruzione ginnico sportiva, ma anche all'educazione professionale secondo l'ideologia fascista. Il regime sciolse poi le organizzazioni non fasciste, tra cui le associazioni scout. Molti scout, coraggiosamente, continuarono le proprie attività in clandestinità e parteciparono poi alla lotta contro i fascisti. L'unica organizzazione rimasta attiva fu l'Azione Cattolica, che dovette comunque limitare le proprie attività al solo ambito catechistico.
L'educazione fascista, sostenuta da Mussolini era rivolta a creare l'uomo fascista e suscitare l'emotività, dei giovani e delle giovani, più che il senso critico. La concezione antiscientifica e irrazionalistica della realtà propugnata dal fascismo tendeva a promuovere modelli comportamentali acritici attraverso l'attivismo collettivo, mediante il mantenimento di una costante tensione emotiva.

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