Attraverso una panoramica delle principali invenzioni tecnologiche e istanze artistiche, il 14 aprile 1900, viene allestita la prima esposizione universale del Novecento a Parigi.
Nel pieno della seconda rivoluzione industriale, la Francia confermava il laboratorio ideale per i nuovi ritrovati della tecnologia e per tutte le espressioni dell'ingegno.
Prova ne è il fatto che di dodici 'esposizioni universali' quattro si erano tenute a Parigi, mentre alla rivale Londra ne erano toccate due soltanto. L'esposizione Universale ebbe molto successo sia per la quantità e la qualità del patrimonio esposto, sia per il livello di modernità.
Dentro le aree espositive si poterono ammirare brevetti di portata tecnologica epocale tra i quali il motore diesel che solo trent'anni più tardi trovò applicazione nel settore automobilistico. Il maggiore riconoscimento venne assegnato alla prima scala mobile commerciale. Non meno clamore suscitarono due invenzioni legate alla comunicazione e all'intrattenimento.
Da un lato il cinematographe dei fratelli Lumiere con il quale vennero proiettati alcuni cortometraggi. Dall'altro lato il Telegraphone, un registratore magnetico il cui funzionamento fu dimostrato registrando la voce dell'imperatore Giuseppe d'Austria.
Nel settore dell'arredo e delle decorazioni si affacciò il nuovo gusto dell'Art Nouveau, con mobili moderni arazzi e oggetti d'arte. Tra i manufatti artistici riscossero enorme successo piccole bambole di legno secondo la tradizione russa: fu l'esordio delle Matryoshka e da quel momento cominciarono ad essere prodotte in larga scala ed esportare in tutto il mondo.


