Viene istituita la tassa sul celibato: 13 febbraio 1927
L'imposta è anche citata nel film Gli anni ruggenti di Luigi Zampa e Una giornata particolare di Ettore Scola
13 febbraio 2026 alle 06:54
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Il 13 febbraio 1927 venne istituita la tassa sul celibato: un tributo che fu in vigore in Italia durante il periodo fascista. Si applicava solo alle persone non sposate di sesso maschile, con il proposito di favorire i matrimoni e, di conseguenza, incrementare il numero delle nascite. Secondo l'ideologia fascista, una popolazione numerosa era indispensabile per perseguire gli obiettivi di grandezza nazionale, oltre che per avere un esercito il più numeroso possibile. La misura legislativa colpì oltre 3 milioni di italiani ancora celibi. Erano soggetti all'imposta tutti i non sposati di età compresa tra i 25 e 65 anni ad esclusione di: -sacerdoti cattolici e dei religiosi che avevano pronunciato il voto di castità. -grandi invalidi di guerra. -militari vincolati a firme speciali delle forze armate dello stato, per i quali il matrimonio era subordinato a limitazioni. -stranieri residenti in Italia. La tassa consisteva in un contributo fisso che variava a secondo l'età, che partiva da 70 lire per la fascia d'età tra i 25 e i 35 anni. Gli importi vennero più tardi aumentati a secondo del reddito del soggetto. L'Italia, nonostante l'entrata in vigore della tassa sul celibato e la politica di sostegno alla famiglia, vide scendere il tasso di natalità. L'imposta venne poi abolita dal Governo Badoglio il 27 luglio 1943. La tassa sul celibato ha avuto un eco anche nella letteratura. Ad essa è dedicata la poesia 'La tassa sui celibi', scritta in dialetto Veneto da Agno Berlese, il miglior rimatore padovano. L'imposta è inoltre citata nel film 'Gli anni ruggenti' di Luigi Zampa e 'Una giornata particolare' di Ettore Scola.
Redazione Pressa
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