Il 23 dicembre 1796 segna un momento cruciale: a Reggio Emilia, si riunisce il Congresso che proclama la Repubblica Cispadana, un nuovo Stato formato dai territori di Modena, Reggio, Ferrara e Bologna. La nuova Repubblica nasce con l'intento di creare uno stato 'amico' della Francia e sotto l'influenza di Napoleone Bonaparte. La Confederazione Cispadana, già dall'estate 1796, si trovò di fronte alla necessità di collaborare con le forze armate francesi.
Tra i meriti che vengono attribuiti alla vicenda Cispadana è quello di aver utilizzato per prima la bandiera tricolore italiana e inoltre è stata l'unica tra le varie Repubbliche sorte in Italia nata da rappresentanti democraticamente eletti. Fu anche la prima volta che, nell'Italia contemporanea, venne scritto un testo di una Costituzione di delegati scelti tramite suffragio.
Questo primo esperimento di democrazia rappresentativa creato sul suolo italiano dopo secoli di regimi assoluti dovette però scontare un'enivitabile impreparazione al confronto.
Tra gli elementi negativi della Cispadana vi è quello dovuto alle sue origini: reso possibile dalle vittorie di Bonaparte. I dirigenti italiani non potevano pertanto essere indipendenti e assecondare la volontà dei francesi. La Cispadana fu anche caratterizzata da limiti interni; troppo conservatrice tutelava posizioni dei ceti privilegiati senza riuscire a stabilire un rapporto con il disagio in cui si trovavano le popolazioni rurali. La Repubblica Cispadana ebbe pertanto vita breve, venne fusa con altri territori per formare la più ampia Repubblica Cisalpina il 9 luglio 1797, con capitale Milano.


