'Il giorno della civetta' è il romanzo d'esordio dello scrittore e giornalista Leonardo Sciascia, pubblicato il 9 ottobre 1961 in anteprima sulla rivista 'Mondo Nuovo'
In esso viene ripreso in forma romanzata un fatto vero: l'omicidio di un sindacalista avvenuto a Sciacca nel 1947. Per la prima volta la mafia entra nella letteratura come fenomeno da denunciare per il grado di complicità del potere politico e di omertà della gente.
Fino a quel momento 'cosa nostra' veniva rappresentata con toni che finivano per mitigare, piuttosto che condannare, i suoi padrini e affiliati. La politica, da parte sua, tendeva a ridimensionare il fenomeno mafioso.
Il romanzo è ambientato in una cittadina siciliana dove l'uccisione di un piccolo imprenditore, Salvatore Colasberna provoca un'inchiesta condotta dal capitano dei carabinieri Bellodi. Il capitano capisce immediatamente che il delitto è una questione di mafia: riesce a superare il muro d'omertà e a ricostruire la trama dei fatti. Bellodi arriva a scoprire i sicari e il mandante, ottiene perfino la confessione di uno degli assassini.
Alcuni ambienti politici, per evitare che l'indagine possa svelare complicità di personaggi vicini al governo, decidono di produrre prove false per scagionare i colpevoli. Il capitano Bellodi apprende che la la sua ricostruzione dei fatti è stata smontata e che quanti vi sono implicati risultano scagionati. Testardamente il capitano decide di difendere la verità.
A questo primo romanzo, di Leonardo Sciascia, s'ispirerà il regista Damiano Damiani per il film omonimo del 1978. Interpretato da Franco Nero e Claudia Cardinale.


