Nei dibattiti e nelle proposte di soluzione al tutto inquina e tutto riscalda: traffico, industrie, riscaldamenti... gli inceneritori non vengono mai considerati come entità “negoziabile o riducibile”, e invece pesano sull’ambiente. Il caso di Modena è semplice: anche solo riservare l’uso dell’inceneritore ai rifiuti provinciali, rinunciando ad importarli da fuori Provincia e da fuori Regione, significa ridurre del 45-50% le emissioni. In termini di CO2 sono 100.000 ton/anno in meno. In termini di riscaldamento globale sono 500.000.000 (cinquecentomilioni) di metri cubi di aria calda, anzi rovente, a 144 gradi in meno, equivalenti a 25.000 volte il volume di Duomo di Modena e Ghirlandina, ogni anno. In entrambi i casi, per la CO2 e per l’aria rovente, significa togliere dalla strada 80-100.000 automobili equivalenti, praticamente “gratis e subito”.
“Gratis e subito”, significa che non occorre pianificare strategie, costruire ciclabili o parcheggi, educare cittadini e studenti, basta una delibera di Giunta Regionale che appunto vieti di bruciare rifiuti extraprovinciali ed è fatta. Con queste cifre non dovrebbero mancare buone e inoppugnabili motivazioni trasversali a tutto lo schieramento politico.
Forse languiranno le tasche degli azionisti, Comune di Modena compreso, ma siamo a un bivio inevitabile, si deve pur decidere da che parte stare, i soldi oppure la sostenibilità (quella vera).Lasciare intatta una zavorra ambientale di queste dimensioni significa vanificare buona parte dei miglioramenti ottenuti in altri modi: riduzioni traffico, raccolta differenziata... L’incenerimento dei rifiuti è anche la negazione stessa dell’economia circolare, della sostenibilità ambientale e crea problemi di salute. Quanto sopra quindi è solo un punto di partenza per arrivare rapidamente al superamento dell’incenerimento rifiuti. Ammettere che l’inceneritore inquina e impatta anche sul clima sarebbe un bel passo avanti, finora ostinatamente negato. Un esempio è nel PAIR 2020 ( Piano Aria Integrato Regionale): il tema “limitare le emissioni da inceneritore” praticamente non viene preso in considerazione in nessuna delle 94 azioni proposte.
Approfondimenti e metodo di calcolo dettagliato
Consideriamo principalmente due dati:
- CO2: quanta ne esce e relative auto equivalenti.
- Aria calda, anzi rovente a 144 gradi e oltre. Quanta ne viene emessa in atmosfera, a prescindere dal contenuto di sostanze inquinanti comunque presenti.
CO2 emessa
L’inceneritore di Modena brucia ogni anno circa 210.000 tonnellate di rifiuti (Arpae). Come conseguenza emette circa 200.000 tonnellate di CO2 (dato Arpae). Questo è un risultato diretto, inevitabile e non “filtrabile” della combustione, dovuto al semplice fatto di bruciare qualcosa, in questo caso una massa enorme di rifiuti.
Aria calda, anzi rovente, a 144 GRADI, emessa dall’inceneritore
Sempre in tema di comportamenti umani climalteranti, l’inceneritore emette ogni ora circa 45.000 metri cubi di aria rovente a ben 144 gradi. Vedi tabella sotto (dati Arpae). Tutto questo per circa 7500 ore/anno di funzionamento.
La tabella Arpae è reperibile qui.
Da notare anche la presenza di tutti gli altri inquinanti, volendo da convertire ognuno in emissioni annue complessive, moltiplicando ogni dato sia per 142.116 (metri cubi ora emessi) che per 7500 (ore annue medie di funzionamento). Ad esempio: per gli NOx (ossidi di azoto) sono 68,69 (mg/m3)x142116(m3 emessi)x7500(ore/anno): oltre 73 tonnellate/anno. Equivalenti alle “solite” 70-80.000 auto circolanti. Solo limitare l’uso dell’inceneritore ai soli rifiuti provinciali di Modena, circa il 55% del totale si ottiene un grosso beneficio in aria calda ed emissioni inquinanti e climalteranti.
Quanto scritto, con i dovuti correttivi quantitativi si può e si deve applicare ad ogni inceneritore.
Il Comitato Modena Salute e Ambiente

