Il libro rilegge la storia dell''eroina dei due mondi', ripercorrendone con cura la biografia, per poi concentrarsi sul mito risorgimentale e fascista, inevitabilmente sfiorito proprio per questa 'appropriazione indebita' da parte delle camicie nere, ma poi risorto negli ultimi decenni in chiave - come detto - di emancipazione femminile. Una analisi storiografica che si avvale di documenti e testimonianza inedite, comprese quelle della pronipote di Giuseppe Garibaldi, Annita Garibaldi Jallet, ma che non si ferma a quelle e - come era avvenuto con il libro su Che Guevara - cerca di ricostruirne il mito analizzando, proprio attraverso Anita, il Secolo Breve. Un mito oggi divenuto iconico, oggetto di diverse pubblicazioni e finanche di racconti per bambini e fumetti nei quali Anita viene rappresentata come una convinta rivoluzionaria che si affranca persino dall'amore (pieno di gelosia) per Garibaldi per amore dei propri ideali.
E infine una nota personale, una concessione dell'autore che - nella conclusione - sveste i panni rigidi dello storico per lasciarsi andare a un dato personale. Anita è, infatti, il nome della bisnonna di Luigi Malavasi Pignatti Morano, ma anche di sua figlia.
'Mio padre in più di una occasione mi ha raccontato la storia di come fu scelto il nome della mia bisnonna. Nacque il 25 dicembre 1892 e per questo sua madre volle chiamarla Natalina. Non aveva però fatto i conti col marito che nella denuncia di nascita registrò la figlia col nome di Anita - scrive Malavasi Pignatti Morano -. Quello che so con certezza è il motivo per cui anche mia figlia si chiama Anita. In memoria della mia bisnonna, ovviamente, ma anche perchè scegliendo Anita mia moglie ed io abbiamo inteso evocare i valori che crediamo esso incarni, sull'esempio dell'amazzone brasiliana.
Il volume sarà presentato sabato 11 settembre alle 11 presso il Centro culturale Teatro Guiglia di via Rismondo a Modena.
Giuseppe Leonelli

(1).jpg)

