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Il piano Marshall e l'appello di Mezzetti

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La Fondazione Modena Arti Visive non è nata sotto una buona stella, frutto di una fusione a freddo attuata dalla prima giunta Muzzarelli


Il piano Marshall e l'appello di Mezzetti

Negli ultimi tempi in molti hanno fatto riferimento a un piano Marshall per far fronte alla crisi sanitaria causata dalla pandemia e a cascata su quella economica/sociale. All’indomani dell’accordo raggiunto sul Recovery Fund dal Presidente del consiglio Giuseppe Conte, alcuni noti politici l’hanno paragonato al ”piano” del dopoguerra.

Una valente scienziata ne parla nella prefazione del suo ultimo libro, ma si concentra su un aspetto centrale e poco noto, sul “mecenate ” dello storico “piano Marshall”, si chiamava Amadeo Peter Giannini, banchiere italoamericano, dalle qualità eccezionali, le crisi, le emergenze per lui erano una fonte di straordinarie opportunità. E la scienziata nella sua “cura“ descritta nel libro chiaramente invita a trarre insegnamento dalla crisi scatenata dalla pandemia, non va vista soltanto come un’immane tragedia, perché offre incredibili e imperdibili opportunità per tutta l’umanità, e per superare questa emergenza suggerisce che dobbiamo “curare” l’intero universo mondo.
Il Giannini si mise in contatto con i responsabili governativi del piano Marshall, ne fu il principale finanziatore, non pretese un tornaconto, mise a disposizione i suoi capitali senza interesse, accellerando la macchina degli aiuti statunitensi in soccorso dell’Italia. Senza questo gesto generoso e importante intervento la storia avrebbe avuto un corso ben diverso.

Chi era Amadeo Peter Giannini? Figlio di emigrati liguri, nasce a San Josè in California, perde il padre da bimbo, studia e “si fa da solo”. Fonda la Bank of Italy, riesce ad aumentarne il capitale attraverso “prestiti sociali” agli emigrati italiani e fu in grado di finanziare la ricostruzione della città di San Francisco dal terremoto del 1906. Socio fondatore della Bank of America, i risultati ottenuti nella sua vita lo videro ai vertici della Finanza mondiale dell’epoca.

Nel 1932 stanziò 6 milioni di dollari per la costruzione del famoso Golden Gate di San Francisco, non pretese come suo diritto gli interessi sul denaro, chiese lavoro e tanto per gli emigrati italiani.

Un personaggio che ha praticato una finanza etica con fini sociali e dalla lungimiranza politica, eclettico, creativo e visionario, investiva sul futuro e sui giovani. Fu il produttore di film di successo come il Monello di Charlie Chaplin, finanziatore poi di Walt Disney e di Frank Capra.

Una storia quella del piano Marshall del 1947, carica di una “eredità morale” pesante, era ben strutturato, aveva solide gambe,idee e progetti dalla lunga visione, dotato di ingenti capitali e poi c’era il governo USA. Pure Massimo Mezzetti fresco di nomina nella Fondazione Modena Arti Visve come “Responsabile di progetto, rapporti istituzionali e sviluppo (development)”, dichiara “che si rende necessaria l’applicazione di un piano Marshall per la cultura, che passi attraverso nuovi assetti strutturali, forme di comunicazione e di diffusione delle nuove tecnologie”.

E per realizzare queste cose c’è bisogno di un piano Marshall?

La Fondazione Modena Arti Visive non è nata sotto una buona stella, frutto di una fusione a freddo attuata dalla prima giunta Muzzarelli, che ha portato alla privatizzazione irresponsabile della Galleria Civica e Museo della Figurina confluiti nella subfondazione con la Fondazione Fotografia.

Il nuovo ente da quando è nato si è distinto finora per le nomine poco felici, un Cda dal presidente con una lunga esperienza alla Ferrero, una direttrice in smartworking dalla Danimarca, affiancata vista la latitanza da un capace e umano direttore di produzione, poi sollevata dall’incarico ma premiata con un ruolo da capo curatore dall’estero. Arriva Pittèri, forse era la persona giusta, resiste appena un anno, stretto non solo fra tre direttori di area, si sarà chiesto alla fine cosa dirigeva.

Franca Giordano


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Franca Giordano
Franca Giordano

Attenta, curiosa e frequentatrice del mondo artistico e culturale della città, lo seguo attivamente e con molto interesse nell’evoluzione dei suoi grandi progetti culturali.<..   Continua >>



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