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Il Senso dell'Odissea? Un universo di guerre, vendette, schiavitù e dèi capricciosi

Il Senso dell'Odissea? Un universo di guerre, vendette, schiavitù e dèi capricciosi

Dante compie esattamente il viaggio che nega a Ulisse: attraversa l’Inferno, sale il Purgatorio, entra in Paradiso, arriva davanti a Dio


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Ma l’Odissea di Nolan è davvero la proposizione di un mondo dove c’è un Senso? Il direttore Giuseppe Leonelli la rilegge fra Omero e Dante e arriva a una conclusione suggestiva: il ritorno di Ulisse a Itaca lo è. Un mondo sensato, ordinato, nel quale esistono limiti, regole, Bene e Male, e l’uomo non è il padrone assoluto del proprio destino. È una lettura affascinante. Ma proprio citando Dante introduce un problema che rende tutto molto meno semplice.


Perché per Omero Ulisse è soprattutto l’uomo dell’intelligenza, dell’astuzia, della capacità di cavarsela. Non è un santo e nemmeno pretende di esserlo. Inganna, mente, combatte, uccide. La sua grandezza sta nella mêtis, in quella forma di intelligenza capace di trovare una strada anche quando la strada sembra non esserci.


Dante prende questo personaggio, forse da versioni riportate, e lo trasforma. Intanto lo spedisce all’Inferno, per aver ingannato - travisando, fra l’altro, il messaggio omerico. Ma non contento, gli attribuisce il famigerato viaggio oltre le Colonne d’Ercole: Ulisse, riconquistato dopo vent’anni il proprio regno - particolare che Nolan a sua volta travisa - vuole conoscere ciò che si trova oltre il confine consentito agli uomini e convince i propri compagni a seguirlo, con il solito inganno retorico.

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Parole che sono diventate uno dei manifesti più potenti della cultura occidentale: “non siamo fatti per vivere come bruti, ma per seguire virtù e conoscenza”. Secondo Dante, però, il “folle volo” non si poteva fare: non è stato autorizzato da Dio. 


Per Dante esiste infatti un limite che la ragione umana non può oltrepassare da sola. Ulisse pretende di farlo e viene così sommerso. Fin qui il sistema è perfettamente coerente con la visione cristiana medievale e proprio per questo è stato preso da Leonelli come tema fondante del proprio recente libro, “L’Elogio della Tracotanza”. Tutto in un perfetto stile ipocrita democristiano: perché Dante compie esattamente il viaggio che nega a Ulisse: attraversa l’Inferno, sale il Purgatorio, entra in Paradiso, arriva davanti a Dio. Contempla ciò che nessun vivente potrebbe contemplare e infine torna fra gli uomini per raccontarlo. La differenza? Dante ha chiesto prima il permesso, è stato autorizzato. Un po’ come i Blues Brothers.


Ma poi, qual era il Senso del mondo omerico - o di quello della Bibbia? Un mondo rassicurante? No: un universo di guerre, vendette, schiavitù, massacri, dèi capricciosi e uomini sottoposti a forze che non potevano controllare. Avere un ordine non significa necessariamente avere un ordine giusto.

Lo stesso Nolan, in realtà, vorrebbe andare oltre e lascia gli dèi in secondo piano, li fa solo percepire con gli eventi avversi. Ma gli dèi ci sono sempre, e non necessariamente sono religiosi: oggi si chiamano anche Trump, Putin, Musk. Forse non abbiamo perduto il Senso: abbiamo smesso di credere che per cercarlo serva il permesso, ma poi lo vediamo ovunque e di fatto non riusciamo proprio a trovarlo.


Eli Gold

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Dietro allo pseudonimo 'Eli Gold' un noto personaggio modenese che racconterà una Modena senza filtri. La responsabilità di quanto pubblicato da 'Eli' ricade solo sul direttore della tes...   

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