Articoli Che Cultura

Orlando: Anna Della Rosa fa il pieno a teatro e in conferenza

Orlando: Anna Della Rosa fa il pieno a teatro e in conferenza
Orlando: Anna Della Rosa fa il pieno a teatro e in conferenza

Dopo il debutto incontro pubblico con l'attrice protagonista alla biblioteca Delfini


3 minuti di lettura

Andrea De Rosa, direttore di TPE – Teatro Piemonte Europa, dirige Anna Della Rosa, protagonista e unica interprete in scena, in Orlando, dal 26 febbraio al 1° marzo (giovedì e venerdì ore 20.30, sabato 19.00 e domenica 16.00) al Teatro Storchi di Modena.

L’autore Fabrizio Sinisi firma la drammaturgia dello spettacolo lavorando sulla nuova traduzione di Nadia Fusini del romanzo Orlando pubblicato da Neri Pozza e sul carteggio fra Virginia Woolf e Vita Sackville-West Scrivimi sempre a mezzanotte edito da Donzelli Editore.

Venerdì pomeriggio l'attrice protagonista ha incontrato il pubblico che ha riempito oltre la capienza massima la sala conferenze della biblioteca Delfini nell'ambito del ciclo di appuntamenti Conversando di teatro promosso da ERT e Associazione Amici dei Teatri Modenesi. In un dialogo con Rita Monticelli, docente di Letteratura inglese, studi di genere e storia della cultura dell’Università degli Studi di Bologna, Anna Della Rosa ha raccontato lo spettacolo ma soprattutto il suo rapporto con il particolare personaggio creato da Virginia Woolf: Donna che con naturalezza consapevolizza e valorizza la sua parte maschile fino a farla diventare identità di genere e nei secoli. In un processo che chiude un cerchio, un ciclo di vita e di crescita nel momento in cui è l'Orlando giovane uomo che valorizza, esprime e rende identità sociale la sua parte femminile.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
In una continua crescita e maturazione psichica e spirituale. Rappresentata in scena da una trasformazione che si riflette nell'abilità dell'uso della voce, del corpo, dei movimenti, tali da definire un essere uomo o donna, al di la degli abiti e della scenografie indossate da Anna. Lavoro tipicamente teatrale che il regista Andrea De Rosa ha saputo concentrare in un ora di spettacolo. «L’identità è un fantasma. Dal momento in cui cominciamo – scrive Andrea De Rosa – a definirci come esseri umani adulti, stabiliamo dei confini entro i quali ci rintaniamo. Ma, per fortuna o per avventura, la vita spazza via tutto e travolge quegli steccati che tanto pazientemente avevamo costruito per proteggerci. Trascinati dalla inesauribile vitalità del suo Orlando, Virginia Woolf ci invita a viaggiare nello spazio e nel tempo, a oltrepassare quello steccato che ci tiene imprigionati nella trappola dell’identità, del maschile, del femminile e di tutte quelle convenzioni che sono solo il frutto del tempo in cui viviamo».

La storia

Orlando è un giovane di nobili natali che, diventato il favorito della regina, trascorre tutte le sue giornate alla corte di Elisabetta I.
Diventato trentenne, viene inviato come ambasciatore a Costantinopoli dove si risveglia da un sonno di sette notti in un corpo di donna. Una transizione misteriosa, mistica, celebrata nel romanzo di Virginia Woolf che, grazie alla sua relazione con la scrittrice e poetessa Vita Sackville-West, esplora il tema della libertà e del godimento sessuale. «Oltre che un classico di sconvolgente attualità - commenta Nadia Fusini - Orlando è un inno alla gioia esuberante dell’avventura, alla libertà; un manifesto alla possibilità di prenderselo, il piacere, secondo modelli alternativi alle leggi del conformismo patriarcale».
Il 9 ottobre del 1927, Virginia Woolf scrive una lettera all’amata Vita: «Supponi che Orlando si riveli essere Vita e che sia tutto su di te e la lussuria della tua carne e la seduzione della tua mente… ti secca? Dì sì o no». L’interlocutrice non si sottrae, accettando di diventare musa, oggetto e modello di uno dei romanzi più originali della letteratura moderna. La scrittura di Orlando nasce così: come un omaggio d’amore, un atto di gioia offerto a una donna e al mondo. In un enigmatico intreccio fra opera e biografia, la vicenda di Orlando si trasforma in questo spettacolo in un inno all’estasi, una lunga, straordinaria lettera d’amore in forma di romanzo.

«L’identità è un fantasma.
Dal momento in cui cominciamo – scrive Andrea De Rosa – a definirci come esseri umani adulti, stabiliamo dei confini entro i quali ci rintaniamo. Ma, per fortuna o per avventura, la vita spazza via tutto e travolge quegli steccati che tanto pazientemente avevamo costruito per proteggerci. Trascinati dalla inesauribile vitalità del suo Orlando, Virginia Woolf ci invita a viaggiare nello spazio e nel tempo, a oltrepassare quello steccato che ci tiene imprigionati nella trappola dell’identità, del maschile, del femminile e di tutte quelle convenzioni che sono solo il frutto del tempo in cui viviamo».
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Tradizione e sapori di Modena

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.