L’autore Fabrizio Sinisi firma la drammaturgia dello spettacolo lavorando sulla nuova traduzione di Nadia Fusini del romanzo Orlando pubblicato da Neri Pozza e sul carteggio fra Virginia Woolf e Vita Sackville-West Scrivimi sempre a mezzanotte edito da Donzelli Editore.
Venerdì pomeriggio l'attrice protagonista ha incontrato il pubblico che ha riempito oltre la capienza massima la sala conferenze della biblioteca Delfini nell'ambito del ciclo di appuntamenti Conversando di teatro promosso da ERT e Associazione Amici dei Teatri Modenesi. In un dialogo con Rita Monticelli, docente di Letteratura inglese, studi di genere e storia della cultura dell’Università degli Studi di Bologna, Anna Della Rosa ha raccontato lo spettacolo ma soprattutto il suo rapporto con il particolare personaggio creato da Virginia Woolf: Donna che con naturalezza consapevolizza e valorizza la sua parte maschile fino a farla diventare identità di genere e nei secoli. In un processo che chiude un cerchio, un ciclo di vita e di crescita nel momento in cui è l'Orlando giovane uomo che valorizza, esprime e rende identità sociale la sua parte femminile. In una continua crescita e maturazione psichica e spirituale. Rappresentata in scena da una trasformazione che si riflette nell'abilità dell'uso della voce, del corpo, dei movimenti, tali da definire un essere uomo o donna, al di la degli abiti e della scenografie indossate da Anna. Lavoro tipicamente teatrale che il regista Andrea De Rosa ha saputo concentrare in un ora di spettacolo. «L’identità è un fantasma. Dal momento in cui cominciamo – scrive Andrea De Rosa – a definirci come esseri umani adulti, stabiliamo dei confini entro i quali ci rintaniamo. Ma, per fortuna o per avventura, la vita spazza via tutto e travolge quegli steccati che tanto pazientemente avevamo costruito per proteggerci. Trascinati dalla inesauribile vitalità del suo Orlando, Virginia Woolf ci invita a viaggiare nello spazio e nel tempo, a oltrepassare quello steccato che ci tiene imprigionati nella trappola dell’identità, del maschile, del femminile e di tutte quelle convenzioni che sono solo il frutto del tempo in cui viviamo».
La storia
Orlando è un giovane di nobili natali che, diventato il favorito della regina, trascorre tutte le sue giornate alla corte di Elisabetta I.Il 9 ottobre del 1927, Virginia Woolf scrive una lettera all’amata Vita: «Supponi che Orlando si riveli essere Vita e che sia tutto su di te e la lussuria della tua carne e la seduzione della tua mente… ti secca? Dì sì o no». L’interlocutrice non si sottrae, accettando di diventare musa, oggetto e modello di uno dei romanzi più originali della letteratura moderna. La scrittura di Orlando nasce così: come un omaggio d’amore, un atto di gioia offerto a una donna e al mondo. In un enigmatico intreccio fra opera e biografia, la vicenda di Orlando si trasforma in questo spettacolo in un inno all’estasi, una lunga, straordinaria lettera d’amore in forma di romanzo.
«L’identità è un fantasma.

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