'Quanto accaduto – prosegue Barcaiuolo – è l’ennesima prova di come FIOM-CGIL interpreti la democrazia: chi non si allinea viene escluso. L’estromissione della lista UGL Metalmeccanici dalle elezioni RSU è un atto gravissimo, che mina le fondamenta della democrazia sindacale e dimostra ancora una volta la prepotenza con cui la sinistra gestisce il mondo del lavoro. La CGIL e il suo sistema di potere sindacale hanno costruito negli anni una macchina blindata, che non tollera alternative né pluralismo. In questa vicenda, le regole sono state piegate per favorire un solo soggetto, a discapito della libera scelta dei lavoratori: più che un’esclusione, quella subita da UGLM sembra un boicottaggio'.
'Desidero esprimere il massimo sostegno a UGL Metalmeccanici – prosegue il senatore – che ha presentato ricorso ufficiale alla Commissione di Garanzia per chiedere l’immediato riconoscimento della propria lista e denunciare le gravi irregolarità commesse. Non si tratta solo di un’ingiustizia nei confronti di un sindacato, ma di un attacco ai diritti di tutti i lavoratori, privati della possibilità di scegliere liberamente da chi farsi rappresentare'.
'La verità – conclude Barcaiuolo – è che in Emilia-Romagna la democrazia sindacale funziona in modo strano: o ci si piega al sindacato unitario o si viene cancellati. È il solito schema imposto dalla sinistra, lo stesso che penalizza chiunque osi sfidare il loro monopoli; parlano di tutele e partecipazione, ma nei fatti impongono il pensiero unico anche nei luoghi di lavoro, con il risultato che chi propone un’alternativa viene messo alla porta. È un sistema che va scardinato: il diritto di rappresentanza non è proprietà privata, ma un principio fondamentale che riguarda tutti i lavoratori'.
La replica
'Leggo con dispiacere quanto affermato dal senatore Michele Barcaiuolo in merito alle elezioni delle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) in CPC Group Modena.
'Per dare corso a queste elezioni, tutti i soggetti in campo si stanno attenendo in modo scrupoloso, preciso e puntuale alle regole determinate dagli accordi interconfederali in materia.
Esistono regole per esercitare la democrazia, se così non fosse ognuno potrebbe inventarne sempre di nuove a proprio comodo, uso e consumo, e questo sì non sarebbe democratico.
Sulla base di queste regole chi ritiene che vi siano elementi dubbi o da chiarire ha facoltà di rivolgersi agli enti e strutture apposite. E non sarà certo la Fiom Cgil, in tal caso, ad opporsi a qualunque verifica. Pertanto, ribadisco, dispiace che un momento democratico importante come l’elezione di una propria rappresentanza sindacale, che permette ai lavoratori attraverso il confronto con l’impresa di migliorare la propria vita lavorativa, di essere informati dei propri diritti, di rivendicare le soluzioni ai propri bisogni, venga apostrofato come “farsa”, dispiace, lo trovo davvero irrispettoso nei confronti dei lavoratori tutti. Dispiace che, di fronte a regole precise sulle Rsu, si utilizzino i lavoratori come strumenti di attacchi politici gratuiti.
Senatore Barcaiuolo, La correggo mi scusi, la Fiom Cgil non “interpreta” la democrazia, la Fiom Cgil la applica' - chiude la Ferrari.


