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Calo netto dell'occupazione femminile in provincia di Modena

Calo netto dell'occupazione femminile in provincia di Modena

I dati elaborati da CGIL indicano 8.000 posti di lavoro persi in provincia di Modena nel biennio 2020/2021. Sono soprattutto le donne (-4%) ad averlo perso


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Il biennio del Covid 2020/2021, registra una perdita di circa 8.000 posti di lavoro in provincia di Modena, pari al 2,2%. Se però l'occupazione maschile tutto sommato ha tenuto (diminuendo solo dello 0,5%), quella femminile ha registrato una perdita pari al 4%, circa il doppio di quanto registrato complessivamente. Lo rileva un'analisi della Cgil provinciale secondo cui, inoltre, Modena è una delle due province della regione in cui l'occupazione femminile è scesa sotto la soglia del 60%. Un 'dato particolarmente preoccupante', dice il sindacato. Inoltre 'sono aumentati in maniera esponenziale i part-time involontari e le dimissioni entro il primo anno di vita dei bambini'. Le donne, continua la Cgil, 'hanno subito un arretramento della loro condizione lavorativa, perché per la prima volta la crisi ha colpito non solo industria e costruzioni ma anche i servizi, dove l'occupazione femminile è più alta'. Pertanto 'serve un'accelerazione, bisogna che la politica metta in campo soluzioni non contingenti ma strutturali. Sono indispensabili un piano straordinario per l'occupazione a partire dai settori pubblici, investimenti in welfare, misure che aiutino la condivisione del lavoro di cura che oggi ricade ancora in massima parte sulle donne, ad esempio incentivando l'utilizzo dei congedi da parte degli uomini o favorendo l'assunzione di lavoratrici madri'. In tutto ciò, conclude la Camera del lavoro provinciale, 'un ruolo fondamentale lo gioca la contrattazione sociale e territoriale' e quella di secondo livello nelle aziende.

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