'Tutto inutile, non sono servite nemmeno le richieste di riorganizzazione dei turni e delle linee produttive avanzate dai sindacati Filt e Flai Cgil per scongiurare I licenziamenti dei 75 soci lavoratori in appalto, delle cooperative Work Service e Ilia Dia, legate alla Castelfrigo. Si consuma, ancora una volta, nel silenzio assordante della politica e delle istituzioni locali il dramma dei lavoratori del comparto agro alimentare della provincia di Modena'. Così in una nota Sinistra Italiana sul dramma del lavoro nel settore carni.
'La decisione unilaterale di procedere con i licenziamenti collettivi assume tutte le sembianze di un'operazione di ritorsione contro quella parte di lavoratori sindacalizzati, che negli ultimi anni, aveva alzato la testa di fronte a condizioni di lavoro ai limiti della legalita'. Un colpo durissimo alle libertà sindacali e ai diritti dei lavoratori che grida vendetta e che non può, non deve passare sotto silenzio. Continuiamo a denunciare la condizione gravissima in cui sono costretti ad operare i lavoratori in appalto, l'anello piu' debole di un'organizzazione del lavoro pensata unicamente per scaricare i costi sulla pelle di chi lavora. Si pensi che non si sono nemmeno voluti applicare gli ammortizzatori sociali conservativi verso questi 75 lavoratori. Risultato: 75 famiglie che perdono ogni sustentamento.
Sinistra Italiana esprime piena solidarieta' e sará da domani impegnata a sostenere le loro ragioni in tutte le sedi istituzionali'.RICORDIAMO A RIGUARDO LA POSIZIONE CHE PRESE DUE ANNI FA IL PD ATTRAVERO IL DEPUTATO MATTEO RICHETTI SULLA SITUAZIONE DEI LAVORATORI NEL COMPARTO CARNI
Proviamo a usare parole di chiarezza e fuori dal politichese. Il distretto delle carni è uno dei più importanti del modenese e dell’Emilia Romagna. Da troppi mesi ormai si ripetono episodi di contestazione e “sciopero” (lo metto tra virgolette perchè lo sciopero prevede delle regole, cio’ che sta avvenendo le calpesta tutte) che arrivano ad impedire ai lavoratori che vogliono tranquillamente fare il loro lavoro, di farlo. In diverse aziende il copione è sempre lo stesso: pullman organizzati che portano persone da fuori che nulla hanno a che vedere con l’impresa e i suoi lavoratori. Iniziative non autorizzate e totalmente fuori dal contesto di relazioni sindacali di imprese e territorio. E se da un lato si è fatto di tutto per evitare scontri e uso della forza, dall’altro non si può continuare ad assistere a vere e proprie violenze personali su chi si vede costretto a perdere lavoro e retribuzione.
Matteo Richetti


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