Si tratta perlopiù di educatrici ed educatori dell’assistenza e dell’integrazione scolastica di ogni ordine e grado dell’istruzione e di personale dei nidi d’infanzia (educatrici e collaboratrici scolastiche) che lavorano, quindi, nei servizi scolastici sospesi dal 23 di febbraio 2020 a causa dell’emergenza Covid-19.
'Comprendo le difficoltà dei lavoratori, ma l'accordo che prevedeva l’anticipo del pagamento fino all’8 marzo è stato superato da due fatti importanti: il
primo è che quell'accordo si basava su un Decreto che prevedeva la riapertura delle scuole a Pasqua, il secondo elemento imprevedibile è che in assenza di dichiarazione di crisi di impresa non si è potuto chiedere all'Inps l'erogazione diretta - spiega Segata -. Io credo che nessuna cooperativa sociale oggi sia in grado di anticipare ammortizzatori sociali da marzo ad agosto con le scuole chiuse almeno fino a settembre. Purtroppo anche quando le banche anticiperanno il FIS, cosa che avverrà in tempi brevi, i lavoratori non potranno godere dello stipendio pieno a causa della scelta dell'Anci (Associazione Comuni Italiani) Emilia Romagna di non lasciarci fatturare su impegni di spesa come previsto invece dall'art.48 del Cura Italia. Faccio presente che questa possibilità è stata concessa da Anci Umbria e Lazio'.Va detto che comunque per la Cgil 'tanti dipendenti non potranno accedere all’anticipo del Tfr', e 'l’anticipo da richiedere alle banche non può essere una soluzione efficace nell’immediato in quanto ancora non si conoscono i tempi di erogazione degli importi nonostante gli accordi e i protocolli siglati, e ricevendo solo ora la richiesta dei dipendenti non garantiranno la risposta entro il mese corrente'.


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