Ferrari ha firmato oggi con le organizzazioni sindacali Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic, Uglm e AQCF l’accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Specifico di Lavoro per il quadriennio 2023-2026 già applicato dal 2012. Ancora una volta Fiom non ha firmato l'intesa.
'I punti principali del rinnovo contrattuale riguardano gli aumenti salariali per i lavoratori, nonché la valorizzazione del sistema di partecipazione nelle relazioni industriali e sindacali, con un ulteriore impulso alle commissioni - si legge in una nota Ferrari -. Sul fronte economico, nei primi due anni di applicazione del CCSL è previsto un incremento retributivo complessivo superiore all’11%, a cui si somma un aumento dell’istituto quota mansione per il mondo impiegatizio. Per tutti i lavoratori è prevista l’erogazione di 400 euro una tantum in due tranche ad aprile e luglio e, per il 2023, la consegna di buoni carburante del valore di 200 euro resi disponibili nelle modalità previste dai recenti interventi governativi'.
'Il contratto salvaguarda poi, in linea con i precedenti rinnovi, le specificità di Ferrari, affidando al confronto con le strutture sindacali territoriali delle organizzazioni sottoscrittrici del CCSL la trattazione di alcuni temi, primo fra tutti il Premio di Competitività, che per l’anno 2022 ha riconosciuto una somma fino a 13.500 euro ai dipendenti in Italia'.
'L’intesa conferma le buone relazioni in atto fra le parti firmatarie – ha sottolineato Andrea Girotti, responsabile relazioni industriali di Ferrari – nello spirito della partecipazione che ha contraddistinto i tre precedenti quadrienni di applicazione del CCSL, che hanno accompagnato e supportato l’Azienda nel suo importante percorso di crescita. Il rinnovo del contratto costituisce un ulteriore tassello nel quadro di consolidamento delle azioni poste in essere per garantire la competitività dell’Azienda nel continuo rispetto delle tutele delle persone Ferrari'.
Ferrari, contratto rinnovato: Fiom non firma ancora
Nei primi due anni di applicazione del CCSL è previsto un incremento retributivo complessivo superiore all’11%
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