Video, fotografie, podcast sono gli strumenti utilizzati dagli studenti del Venturi e delle Mattarella di Modena per interpretare il mito Ferrari, non solo come simbolo di eccellenza industriale, ma come racconto collettivo che unisce memoria, innovazione e identità locale. Lo hanno fatto partecipando ai percorsi didattici avviati con la mostra “Sguardi d’impresa Mimmo Frassineti fotografa la Ferrari', promossa lo scorso autunno da Cassa Depositi e Prestiti e Fondazione di Modena, con la collaborazione di Fondazione Ago, e ora espongono i lavori realizzati a Palazzo Santa Margherita fino al 3 giugno.
L’esposizione, a ingresso libero, si può visitare negli orari di apertura delle mostre: dal mercoledì al venerdì, dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19; sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 19.
Il percorso didattico seguito dalla classe terza M dell’Istituto superiore Venturi “Ferrari tra officina e mito” si è sviluppato sotto la guida del fotografo Giacomo Maestri esplorando la fotografia industriale come strumento per cogliere non solo i processi produttivi, ma anche i valori simbolici e culturali di un marchio che, partendo da un’officina, è diventato un fenomeno globale capace di attrarre appassionati da tutto il mondo. Il loro reportage punta a cogliere il legame affettivo che unisce la città con Enzo Ferrari e la storia dell’azienda.
Una realtà capace di plasmare un immaginario collettivo, diventando un simbolo di eccellenza e identità.Il percorso della scuola seconda di primo grado Mattarella si è sviluppato in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” di UniMoRe, con i professori Francesca Zanella e Francesco Gherardini. Le classi hanno indagato l’evoluzione del lavoro in Ferrari attraverso interviste, podcast e video, esplorando il legame tra tradizione industriale e innovazione tecnologica.
Attraverso incontri con dipendenti ed ex dipendenti dell’azienda, i ragazzi hanno scoperto come, in cinquant’anni, siano cambiate le modalità produttive, ma non la passione e la precisione che legano le persone al proprio lavoro. Le loro voci, raccolte in podcast, restituiscono un racconto vivo di fabbrica, tradizioni e innovazione, in un dialogo tra generazioni che arricchisce il senso di appartenenza al territorio. Il percorso si è arricchito con la visita al Museo Enzo Ferrari e con un laboratorio di robotica presso il Liceo Corni di Modena.
La mostra “Sguardi d’impresa” dopo Modena e Roma ha fatto tappa fino al 3 maggio anche a Torino al MAUTO, il Museo Nazionale dell’Automobile.



