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Desertificazione commercio di base: focus con Cottarelli e Bussoni all'Assemblea Confesercenti

Desertificazione commercio di base: focus con Cottarelli e Bussoni all'Assemblea Confesercenti

In provincia di Modena perse 582 attività di prossimità in 11 anni. Edicole, calzature e ferramenta le attività con il calo maggiore. Sono 135.377 i modenesi che vivono in comuni privi di un negozio di latticini, 71.622 senza calzature, 57.830 senza un fornaio


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La desertificazione commerciale e il ruolo dell'economia urbana come motore della comunità saranno al centro dell'Assemblea Elettiva di Confesercenti Modena, in programma domani, 21 maggio 2026. Alle 17:00, nella sessione pubblica, si terrà un confronto tra Mauro Bussoni, Segretario Generale Nazionale di Confesercenti e l'economista Carlo Cottarelli, che approfondiranno, attraverso ampie analisi allargate ai temi macroeconomici, le criticità legate alla desertificazione commerciale e al difficile contesto geopolitico.

In merito alla desertificazione e alle criticità che porta al territorio, in undici anni la provincia di Modena ha perso 582 esercizi commerciali di base, con un calo dell'8% del totale. È quanto emerge dai dati del Registro delle Imprese della Camera di Commercio, aggiornati al 31 dicembre 2025 e confrontati con il 2014: un affresco impietoso della trasformazione in corso nel tessuto commerciale provinciale.

Su 21 categorie monitorate — dai bar alle macellerie, dalle librerie alle edicole — il saldo complessivo è negativo. I settori più colpiti sono le edicole, dimezzate da 226 a 131, le calzature (-38,7%), le ferramenta (-30,3%) e le tabaccherie (-27%). Non mancano però segnali di vitalità: crescono le enoteche (+41,5%), i negozi di frutta e verdura (+21,7%) e i centri estetici (+9,7%).
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Questi ultimi registrano anche un aumento consistente di operatori extra UE.
Il fenomeno si abbatte con forza sui comuni più piccoli, quelli già fragili sul piano demografico ed economico. Quasi quattro comuni su cinque hanno perso almeno una categoria commerciale nel decennio. Solo 10 comuni su 47 hanno chiuso il periodo senza perdere nessuno dei servizi monitorati.

Il caso più clamoroso riguarda le calzature: nel 2014 solo 11 comuni ne erano privi, oggi sono diventati 42. Anche i prodotti alimentari di base vengono a mancare: le macellerie mancano in 6 comuni, le panetterie in 35, i latticini in 36. A farne le spese sono soprattutto i cittadini delle aree più periferiche: 135.377 modenesi vivono in comuni privi di un negozio di latticini, 71.622 senza calzature, 57.830 senza un fornaio. Si tratta spesso di anziani che non utilizzano più l'automobile, famiglie che dipendevano dalla prossimità di quei servizi per la vita quotidiana. Circa 486.000 residenti — il 70% della popolazione provinciale — vivono in un territorio in cui è venuta a mancare almeno una tipologia di attività commerciale.

Ma il futuro del commercio di vicinato può essere ancora salvaguardato: è l'obiettivo della proposta di Legge di iniziativa popolare 'Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità' che Confesercenti ha depositato presso la Segreteria della Corte di Cassazione il 18 maggio scorso e che sarà illustrata dal segretario generale Mauro Bussoni.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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