'Un segnale concreto di protesta dei lavoratori e delle lavoratrici – sottolineano Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil – verso una mancanza di rispetto grave. Non sappiamo nulla delle intenzioni dell’azienda, da mesi attendiamo delle risposte, alla faccia delle tanto decantata trasparenza che i vertici di Vantive, controllata dal fondo Carlyle, hanno sempre dichiarato. Riteniamo offensivo e non professionale il comportamento ed il metodo utilizzato dall’Azienda, nel non rispettare accordi presi con noi e con le Istituzioni. E ci preoccupa la mancanza di rispetto dimostrata nei confronti del Ministero e delle istituzioni. Per questo, insieme ai lavoratori abbiamo deciso di dare subito voce alla preoccupazione e alla rabbia per questa vicenda'.
Le organizzazioni sindacali e l’Rsu scandiscono con estrema chiarezza che 'vogliamo conoscere chi è l’advisor incaricato, qual è il perimetro aziendale e industriale interessato dalla vendita, quali sono gli investimenti che i potenziali acquirenti intendono mettere in campo. E per questo chiediamo all’azienda di smettere di fuggire di fronte a queste domande e di essere convocati al Ministero a breve. Per garantire alle lavoratrici e ai lavoratori un futuro degno di questo nome, prosegue, quindi, in modo compatto la mobilitazione che non si è mai fermata, a partire dal grande sciopero del 18 febbraio scorso, quando l’azienda a trazione statunitense rese ufficialmente noto di voler vendere lo stabilimento. La procedura della ricerca di un advisor divenne subito il cammino indispensabile – e condiviso con le Istituzioni – per traghettare il sito di Medolla verso un acquirente in grado di fornire garanzie ben precise. Occupazionali e industriali. Con lo sciopero repentino di stamane le lavoratrici, i lavoratori, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno dimostrato che non permetteranno deviazioni rispetto all’obiettivo fissato'.
L'assessore regionale
'Condividiamo le ragioni che hanno portato oggi le lavoratrici e i lavoratori di Gambro-Vantive allo sciopero.'La direzione aziendale - ha aggiunto Paglia - aveva preso impegni precisi di trasparenza nel processo di individuazione di un nuovo, affidabile soggetto industriale, che in questo modo non possono certo dirsi rispettati fino in fondo. È indispensabile che nelle prossime ore si proceda alla riconvocazione del tavolo, da tenersi non oltre la metà di giugno al Mimit, e che in quella occasione il Governo chiarisca di essere pronto a mettere in campo anche la Golden Power, a tutela di un sito strategico tanto sul piano produttivo, quanto della tutela della salute dei cittadini italiani'.



